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Covid, nell'anno della pandemia "perse" migliaia di diagnosi di tumore, gli esperti: "Si teme un aumento del numero di morti nei prossimi anni"

Il drastico calo nel numero di diagnosi causato dall'arrivo della prima ondata ed il perdurare della situazione di stress negli ospedali di tutto il paese potrebbe, dice la Fondazione Veronesi: "aver fatto 'sfuggire' quasi 8mila casi di cancro all'apparato digerente tra gennaio e ottobre 2020"

Di Filippo Schwachtje - 30 aprile 2021 - 18:35

TRENTO. Con l'arrivo del Coronavirus ed il congestionamento degli ospedali, che in molti casi hanno dovuto convertire interi reparti per riuscire ad accogliere l'ondata di pazienti Covid, sono state molte le "normali" attività sacrificate nella gestione dell'emergenza pandemica. Tra queste sembrerebbe esserci anche lo screening per le diagnosi dei tumori che, riporta la rivista Digestive and Liver Disease, per quanto riguarda colon-retto, stomaco e pancreas sono calate significativamente nel 2020 rispetto ai tre anni precedenti. In tutto sarebbero almeno 8mila le diagnosi di cancro all'apparato digerente "sfuggite" nei primi 10 mesi dello scorso anno

 

"Non esiste solo il Covid - ha dichiarato ad HuffPost il professor Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi - esistono anche le altre malattie, non dobbiamo trascurarle. Si può rimandare un intervento all'ernia ma non un esame oncologico". 

 

La diminuzione delle attività di screening relative alla formazione di nuovi tumori, infatti, porta inevitabilmente a diagnosi tardive e di conseguenza a tumori in stato più avanzato e più difficilmente curabili. Una situazione che si traduce purtroppo in un impatto negativo in termini di sopravvivenza per i pazienti. "Durante la prima ondata - scrive la Fondazione Veronesi - 1 reparto di gastroenterologia su 10 è stato riconvertito per assistere i malati Covid e gli interventi sono stati limitati quasi ovunque alle urgenze. Da qui il timore di una recrudescenza nel numero dei decessi nei prossimi anni". 

 

Nel dettaglio, secondo la Fondazione Veronesi il numero di casi di tumore del colon-retto scoperti dopo l'arrivo del virus sarebbero stati "l'11.9% in meno", un dato che, se suddiviso per regione, rifletterebbe l'andamento temporale della diffusione della pandemia in Italia. Sarebbero quasi il 16% in meno le diagnosi di tumore allo stomaco, mentre per quanto riguarda il cancro al pancreas ("una malattia che presenta margini di guarigione soltanto a fronte di una diagnosi tempestiva" dice la Fondazione) il numero di nuovi casi rilevato sarebbe calato del 14%.

 

"Il dato pubblicato da Digestive and Liver Disease - sottolinea la Fondazione Veronesi - potrebbe essere letto anche positivamente, se non coincidesse proprio con l'arrivo della pandemia e lo stop all'attività diagnostica registrato nel corso della prima ondata".

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