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| 02 ott 2021 | 19:30

Donna colta da emorragia cerebrale salvata con l’elicottero: il racconto del primo intervento notturno del Suem in provincia di Belluno

Il commento del presidente Zaia: “Con l’elisoccorso notturno stiamo dando un servizio fondamentale proprio alle zone più difficilmente raggiungibili, montane e lagunari della nostra regione”

Donna colta da emorragia cerebrale salvata con l’elicottero: il racconto del primo intervento notturno del Suem in provincia
di Redazione

BELLUNO. Lo scorso 1 ottobre è stato un giorno importante per la comunità bellunese, in questa data infatti è stato compiuto il primo intervento con volo notturno in provincia del Suem 118 della Regione Veneto.

 

L’elisoccorso è stato attivato per il trasferimento alla terapia intensiva neurochirurgica dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso di una paziente, arrivata la sera stessa in condizioni critiche al Pronto Soccorso di Belluno, perché colpita da emorragia cerebrale. Per la missione l’equipaggio era composto da pilota, copilota, medico anestesista e infermiere. All’arrivo nel nosocomio trevigiano, la paziente ha raggiunto il letto già predisposto in terapia intensiva dove è tutt’ora ricoverata.

 

“Il primo volo notturno dell’elicottero del Suem 118 su Belluno è il risultato di un importante lavoro tecnico e amministrativo”, sottolinea il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. “Come previsto dalla programmazione, l’obbiettivo è quello di basarlo nel Bellunese ma in attesa che ci siano le strutture per concretizzare questa prospettiva ritenendo il servizio una priorità per la salute e la sicurezza dei cittadini, lo abbiamo avviato appena possibile, sfruttando l’eliporto di Treviso”.

 

L’attività copre già le province di Belluno e Treviso e nei prossimi giorni la copertura sarà estesa all’Altopiano di Asiago e al Veneziano con particolare interesse per le aree più periferiche dell’Ulss 4 la zona meridionale dell’Ulss 3.

 

“Abbiamo la certezza – prosegue Zaia – che con l’elisoccorso notturno stiamo dando un servizio fondamentale proprio alle zone più difficilmente raggiungibili, montane e lagunari della nostra regione. Non sarà la soluzione assoluta e definitiva in tutti i casi. È un servizio, infatti, che richiede condizioni indispensabili, a cominciare da quelle atmosferiche favorevoli ma di fronte alle emergenze, come conferma il primo volo di ieri sera, si abbattono considerevolmente le distanze anche nelle ore più buie della giornata e della notte con una capacità di intervento fino ad oggi non possibile”.

 

Il volo notturno dell’elisoccorso, di base a Treviso, è attivo nel Veneto da tre giorni. L’avvio del servizio è stato reso possibile dal nuovo contratto regionale stipulato a luglio scorso. La programmazione regionale ha previsto il servizio di volo notturno con base a Pieve di Cadore al servizio delle Ulss 1, 2, 3 e 4. Poiché la realizzazione dell’eliporto dell’ospedale di Pieve di Cadore non è conclusa e nel bellunese non sono presenti altre strutture conformi alle normative aeronautiche che disciplinano il volo notturno, per non dilazionare ulteriormente l’avvio del servizio l’attività è stata assegnata temporaneamente all’Ulss 2 Trevigiana.

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