E' scomparso Giorgio Ziosi, l'Anpi: ''L'ultimo esponente del Partito comunista italiano in Trentino di quella generazione del secondo dopoguerra''
Il presidente dell'Anpi di Trento, Enrico Paissan, ricorda la figura di Ziosi: "Uomo di cultura, sensibile appassionato di musica, della pittura, dell'arte in generale e l'architetto/urbanista sempre alla ricerca di nuove frontiere professionali"

TRENTO. Se ne è andato anche Giorgio Ziosi, l'ultimo esponente di quella generazione che nel secondo dopoguerra si è trovata a rappresentare in Trentino la politica del Partito comunista italiano: "Un compito tutt'altro che facile in un territorio nel quale la Dc esercitava un predominio pressoché assoluto dall'alto della sua egemonia elettorale, frutto di una storia segnata dalla cultura e dal solidarismo propri della tradizione cattolica".
Il presidente dell'Anpi di Trento, Enrico Paissan, ricorda la figura di Ziosi, eletto nel 1964 tra le fila del Pci in Consiglio comunale del capoluogo. Nel 1970 viene cooptato in Commissione urbanistica provinciale in rappresentanza dell’Ordine professionale. Ha così modo di sviluppare un confronto tecnico – politico teso a recuperare un rapporto tra territorio e insediamento turistico più attento alla crescita delle popolazioni locali, anche attraverso la tutela del loro patrimonio etno-culturale.
Delle iniziative assunte in Consiglio comunale, dove viene ininterrottamente riconfermato fino alla fine del ’76, si ricordano quelle in difesa delle Viote sul Monte Bondone da un progetto di “valorizzazione” che prevedeva l’acquisizione di oltre 300.000 metri quadri di terreno demaniale, l’insediamento di 5 mila posti letto e la realizzazione di numerose ville unifamiliari; della piana della Vigolana dall’ipotesi di un suo attraversamento autostradale (Pi.Ru.Bi) per collegarsi all’A22; del sobborgo di Piedicastello e dalle mire dell’Italcementi (che, esaurita la cava di Sardagna, ricercava in loco nuove occasioni di coltivazione) e da soluzioni viabilistiche (circonvallazione) di grande impatto per la stessa vita di relazione degli abitanti; dell’applicazione della legge 167 per l’acquisizione di aree per l’edilizia economica e popolare (Madonna Bianca e Villazzano 3); di una tipologia dei servizi che, oltre la dimensione assistenziale, puntasse a migliorare la qualità della vita nella città riqualificandone il tessuto. Nel 1977 viene eletto in Consiglio Regionale mentre nel 1989 decade dall’incarico in Consiglio provinciale.
Il ricordo dell'Anpi:
Se ne è andato anche Giorgio Ziosi, l'ultimo esponente di quella generazione che nel secondo dopoguerra si è trovata a rappresentare in Trentino la politica del partito comunista italiano. Un compito tutt'altro che facile in un territorio nel quale la Dc esercitava un predominio pressoché assoluto dall'alto della sua egemonia elettorale, frutto di una storia segnata dalla cultura e dal solidarismo propri della tradizione cattolica.
Erano tempi, quelli, nei quali il livello del confronto, condizionato da una radicale contrapposizione tra mondo occidentale e blocco orientale, non consentiva di fatto alcun approccio fondato sulla competizione delle idee e delle proposte concrete, una incomunicabilità che, non certo a caso, iniziò a incrinarsi con i processi innescati dalla stagione riformatrice e dalla politica di modernizzazione impersonata da Bruno Kessler, dall'Università al primo piano urbanistico provinciale, tema quest'utimo sul quale si verificò una significativa convergenza con l'opposizione comunista.
A questo processo, che segnò di fatto l'uscita da uno sterile arroccamento, diede un decisivo contributo la componente che nel Pci interpretava le esigenze di misurarsi con le grandi trasformazioni in atto nel Paese ed anche nella nostra realtà, per uscire da un isolamento che aveva confinato il partito in una periferica ed ininfluente condizione minoritaria.
Di questa componente, l'elemento di punta era rappresentato proprio da Giorgio Ziosi, espressione assieme a Carlo Scotoni di quella dimensione urbana, verrebbe da dire borghese, particolarmente sensibile alle esigenze di rinnovamento della società trentina.
In effetti, quella del rinnovamento fu una delle costanti dell'impegno professionale e politico che vide Giorgio misurasi dapprima nel Consiglio comunale di Trento e successivamente in Consiglio regionale e provinciale, del quale rivesti pure con autorevolezza la carica di Vicepresidente negli anni ottanta del secolo scorso che vide finalmente con il suo determinante contributo il riconoscimento sul campo del ruolo della assemblea legislativa dell'autonomia trentina, di fatto considerata sino ad allora una sorta di appendice del governo di piazza Dante.
Come non ricordare, infine, di Giorgio Ziosi l'uomo di cultura, il sensibile appassionato di musica, della pittura, dell'arte in generale e l'architetto/urbanista sempre alla ricerca di nuove frontiere professionali? Con Lui scompare un amico sincero, dal profilo gentile e dai modi delicati, in alcun modo intrusivo e capace di gesti e di scelte di vita cariche di una modestia mai esibita ma non per questo meno vera.
Enrico Paissan


















