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FOTO e VIDEO. “Vogliamo una paga minima oraria vera”, a Trento i rider protestano in strada: “Mai più consegne senza diritti”

Dopo le manifestazioni che negli ultimi mesi hanno interessato varie città d'Italia, anche i rider e i driver di Trento sono scesi in strada oggi, primo maggio, per chiedere "i diritti, le tutele ed il welfare riservato ai lavoratori dipendenti: il nostro è un lavoro a tutti gli effetti e come tale va regolato"

Di Filippo Schwachtje - 01 maggio 2021 - 14:07

TRENTO. "Non chiamatelo lavoretto" ha detto il gruppo di rider che poco dopo le 13 di oggi, primo maggio, ha manifestato per il centro di Trento chiedendo "piena dignità per il nostro lavoro" e urlando "sciopero". "Più diritti e meno sfruttamenti" recitava lo striscione in testa al gruppo, che contava una ventina di lavoratori armati di fischietti, biciclette e delle tipiche sacche termiche azzurrine per la consegna di pasti caldi

 

 

Diverse le rivendicazioni dei rider che chiedono lo stop al pagamento a cottimo e l'introduzione di una paga minima oraria, l'indennità per infortuni e malattia e maggiorazioni nei giorni festivi, domeniche comprese. Secondo i manifestanti infatti in occasione della firma del contratto collettivo per la categoria, entrato in vigore il 2 novembre scorso: "Deliveroo, Glovo, Justeat, Ubereats e Social food si sono riunite nell'associazione di categoria Assodelivery e hanno firmato il contratto nazionale richiesto dal Ministero del Lavoro con il sindacato Ugl". Sindacato che il gruppo di rider dice però essere uno "strumento compiacente" delle aziende leader nella consegna di pasti a domicilio: "Ugl non ci rappresenta, è un fantoccio delle piattaforme stesse".

"Negli ultimi mesi - fanno sapere i manifestanti - in molte città italiane si sono viste numerose mobilitazioni di dissenso contro questo nuovo contratto. Anche noi rider di Trento vogliamo dire che non ci stiamo e che questo contratto va abolito o perlomeno modificato". La paga attualmente ricevuta dai rider, dicono i partecipanti alla manifestazione: "è un cottimo mascherato, calcolato sulle consegne effettuate e su una stima delle tempistiche calcolata da un mero algoritmo: vogliamo una paga minima oraria vera, calcolata sul tempo effettivamente speso in strada".

In poche parole i rider vogliono "un Ccnl discusso ed approvato da noi lavoratori e dalle sigle in cui ci si è effettivamente organizzati: in tempo di pandemia il fatturato delle piattaforme di delivery è aumentato enormemente a discapito delle condizioni di lavoro di rider e driver e il nuovo contratto legittima questo status quo. Il nostro è un lavoro a tutti gli effetti e come tale va regolato".  

 

 

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