Contenuto sponsorizzato
| 20 mag 2021 | 11:32

Guai per un imprenditore edile: trovato con 52 dipendenti tutti irregolari e 11 con retribuzioni in nero

La Guardia di Finanza di Merano ha individuato retribuzioni in nero pari ad oltre 140.000 euro erogate tramite ricariche di carte di credito "prepagate" intestate anche a parenti dei lavoratori

Guai per un imprenditore edile: trovato con 52 dipendenti tutti irregolari e 11 con retribuzioni in nero
di Redazione

BOLZANO. Faceva lavorare undici dipendenti in nero ed è riuscito ad occultare retribuzioni per oltre 140 mila euro e contributi previdenziali per 82 mila euro.

 

A finire nei guai è imprenditore 42enne residente a Merano nel corso dei controlli portati avanti dalla Guardia di Finanza che ha recentemente concluso i controlli nei confronti di cinque società operanti nel campo dell’edilizia, tutte riconducibili al 42enne, con 52 dipendenti irregolari.

 

Il soggetto era già noto alle Fiamme Gialle per i suoi numerosi precedenti penali in ambito fiscale, in relazione ai quali, in passato, era stato anche tratto in arresto. Ma non solo, nello scorso mese di aprile, il nucleo di polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano, nell’ambito dell’esecuzione di misure di prevenzione patrimoniali previste dal codice delle leggi antimafia, gli aveva sequestrato due appartamenti del valore di oltre mezzo milione di euro.

 

L’attività dei Finanzieri meranesi ha tratto origine dall’approfondimento di una segnalazione per operazioni sospette inviata da una società d’intermediazione finanziaria. Dall’esame dei rapporti finanziari intestati all’imprenditore, è emersa l’effettuazione di numerose ricariche di carte di credito “prepagate” intestate sia a personale dipendente che a soggetti apparentemente estranei, successivamente risultati parenti degli stessi lavoratori.

 

I conseguenti approfondimenti contabili svolti dai Finanzieri, confrontati con le comunicazioni telematiche destinate all’Inps, hanno consentito di disvelare un diffuso ricorso a prestazioni di manodopera irregolare, in molti casi completamente “in nero”.

 

L’utilizzo delle “ricariche” a terze persone si è rivelato un vano tentativo volto a impedire agli organi ispettivi di scoprire l’impiego di manodopera in nero. Nei confronti dell’imprenditore, sono state irrogate sanzioni per circa 37 mila euro e avviate le procedure per il recupero dei contributi non versati, pari a circa 82 mila euro. Per quanto riguarda i lavoratori, i maggiori redditi conseguiti verranno sottoposti a tassazione. Sarà verificato anche il percepimento di contributi pubblici non spettanti.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 06:00
“La determinazione personale è una qualità. Ma ai cittadini non serve sapere quanto il direttore sia disposto a resistere: serve sapere cosa [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:38
C'è il via libera del Governo alla riforma altoatesina: cosa cambia?
Cronaca
| 06 agosto | 06:38
Prosegue il dibattito sul fine vita in Veneto. Dopo la lettera del senatore di FdI Luca De Carlo a Luca Zaia, nella quale si definiva il suicidio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato