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I carabinieri fermano un giovane che ingoia in pochi attimi diversi involucri. Dopo tre giorni in ospedale si contano 23 ovuli con 7 grammi di eroina

I fatti sono successi lunedì in Piazza Dante a Trento. I carabinieri durante un servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti, hanno arrestato, nei pressi della stazione ferroviaria, un ragazzo di 20 anni con precedenti di polizia

Pubblicato il - 07 maggio 2021 - 11:48

TRENTO. Ha visto i carabinieri arrivare e mentre ha opposto resistenza ha ingoiato una serie di involucri. Bloccato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato sottoposto a controllo con una Tac (tomografia assiale computerizzata) che ha mostrato cosa aveva ingerito il ragazzo: 23 corpi estranei, irregolari, poi risultati essere ovuli di stupefacente.

 

I fatti sono successi lunedì in Piazza Dante a Trento. I carabinieri durante un servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti, hanno arrestato, nei pressi della stazione ferroviaria, un ragazzo di 20 anni nigeriano. Il giovane, con precedenti di polizia, è stato notato nei giardini prospicienti al terminal ferroviario in atteggiamento sospetto, pertanto i carabinieri della sezione radiomobile hanno deciso di sottoporlo a un controllo, ma alla loro vista ha reagito violentemente, opponendo una vigorosa resistenza e nel medesimo frangente ha ingoiato tutti gli involucri contenenti, verosimilmente, lo stupefacente di cui disponeva.

 

Portato in ospedale e sottoposto a Tac è emerso che aveva ingerito 23 ovuli contenenti circa 7 grammi di eroina recuperati dai carabinieri dopo tre giorni di degenza in ospedale del ragazzo, piantonato costantemente dai militari dell'Arma. Di conseguenza, il giovane è stato denunciato anche per il reato di detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e all’atto della dimissione, dopo la convalida dell’arresto, il giudice gli ha imposto la misura cautelare del divieto di soggiorno nel comune di Trento.

 

Sicuramente grave è stato il rischio corso del giovane pusher, che per oltre tre giorni ha avuto nell’organismo questa grande quantità di ovuli contenenti eroina, con il pericolo della rottura di più d’uno di essi e la conseguente dispersione dello stupefacente nell’organismo, che ne avrebbe posto seriamente a repentaglio la vita.

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