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I drivers trentini di Amazon presentano ricorso in tribunale, la denuncia del sindacato Sbm: "Alla filiale di Trento danni ai veicoli e multe fatte pagare ai dipendenti"

E' la seconda volta nel giro di un mese che i drivers trentini legati al gigante dell'e-commerce denunciano gravi problematiche nella sede trentina. Il sindacato: "Decurtazioni arbitrarie effettuate sugli stipendi dei dipendenti a titolo di danni o multe" 

Di Filippo Schwachtje - 12 May 2021 - 13:51

TRENTO. La denuncia di Sbm: "Lavoratori costretti a pagare il costo delle riparazioni dei veicoli senza alcuna garanzia costituzionale di difesa, prevista dalla contrattazione collettiva nazionale, e 2.300 euro di multe per aver circolato in Ztl, senza che l'azienda avvertisse della mancanza di autorizzazioni". Sono dieci in tutti i drivers di Amazon, legati alla filiale di Trento attraverso la società vicentina Inbox Srl, che hanno depositato questa mattina, 12 maggio, ricorso per il recupero di trattenute sulle buste paga ritenute illegittime

 

Dopo una prima denuncia effettuata dai lavoratori nemmeno un mese fa (Qui Articolo) per condizioni di lavoro definite da molti inaccettabili, alla base del secondo esposto ci sarebbero, dice Sbm: "Decurtazioni arbitrarie effettuate sui loro stipendi a titolo di danni o multe". Due in particolare i casi citati dal sindacato: uno relativo alla questione dei danni ai furgoni a noleggio impiegati per la consegne e il secondo che vede protagonista un driver al quale, dice Sbm, l'impresa avrebbe imputato ben 2.300 euro di multe per le consegne compiute in Ztl all'interno del centro storico di Trento

 

"L'azienda ha detratto somme anche consistenti - fa sapere il sindacato - al proprio personale viaggiante, imputandole a presunti danneggiamenti dei veicoli effettuati durante la frenetica attività di lavoro". Il tutto sarebbe avvenuto senza alcuna "garanzia costituzionale di difesa, espressamente prevista anche dalla contrattazione collettiva nazionale, e senza fornire alcuna prova circa l'avvenuta riparazione dei furgoni per i presunti danni imputati". Secondo quanto riportato da Sbm però, gran parte dei danni "non sono stati riparati e le condizioni dei mezzi noleggiati sono rimaste invariate" una condotta che, dice il sindacato, potrebbe addirittura "configurare il reato di appropriazione indebita aggravata". 

 

Sarebbe arrivato invece "fino a 6 multe giornaliere" il driver al quale l'impresa, dice il Sindacato di base multicategoriale "ha imputato quasi 2.300 euro di multe per consegne Amazon, compiute nel centro storico nel Comune di Trento, senza preavvertirlo che non esisteva alcuna autorizzazione all'ingresso del veicolo a lui affidato in Ztl". Il lavoratore, convinto che la ditta avesse fornito il mezzo dei permessi del caso, sarebbe arrivato così ad accumulare contravvenzioni su contravvenzioni girando per le strade del centro per effettuare le consegne

 

"Nei prossimi giorni - conclude Sbm - verranno depositati altri 12 ricorsi giudiziali sempre in favore di altrettanti drivers Amazon. Sarà una lunga battaglia giudiziaria con la finalità di imporre il rispetto delle regole alle ditte che effettuano consegne per Amazon nel Trentino". 

 

 

 

 

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