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| 21 mag 2021 | 19:16

Il cagnolino insegue un ungulato e resta bloccato tra le rocce. Interviene il nucleo Saf per un complicato salvataggio

Solo pochi giorni fa un capriolo è stato ferito a morte da un cane tipo setter a Barco di Levico. Il fenomeno dei cani lasciati liberi che poi inseguono animali selvatici per istinto rischia, come in questo caso, di mettere in pericolo anche gli stessi ''amici dell'uomo'' 

Il cagnolino insegue un ungulato e resta bloccato tra le rocce

CALDONAZZO. E' rimasto bloccato su uno sperone di roccia, incapace di scendere o di salire. Alla fine sono dovuti intervenire i vigili del fuoco permanenti con il nucleo del soccorso alpino fluviale che con corde e moschetti si sono arrampicati per poi salvarlo. Il problema? Il cagnolino, come troppo spesso succede, era senza guinzaglio e si è ritrovato sullo sperone di roccia dopo aver inseguito un ungulato. I fatti sono successi quest'oggi, a Caldonazzo nella zona dove si trovano le Cascate Vallenpach che si possono raggiungere risalendo il Centa verso monte per circa 1 chilometro. Il cane era con i suoi proprietari in passeggiata quando ha visto un ungulato ed è scattato per inseguirlo.

 

 

Una vicenda che ricorda da vicino quanto accaduto solo pochi giorni fa a Barco di Levico quando un cane, tipo Setter, lasciato libero dai suoi padroni si è lanciato all'inseguimento di un capriolo mordendolo più volte al ventre e condannandolo a morte certa per le ferite inferte. O ancora a quanto era accaduto un anno fa sempre a Caldonazzo, in zona Pineta, quando un piccolo capriolo era stato ucciso da un cane.

 

Il tema è importante perché spesso la politica usa immagini di ungulati uccisi per speculare sulla questione addossando la colpa a lupi e orsi dimenticandosi che quando ciò accade è quanto di più normale c'è in natura mentre, troppo spesso, la responsabilità di queste predazioni non è nemmeno dei grandi carnivori ma degli uomini che non sanno gestire i loro cani. 

 

 

Fortunatamente questa volta il cagnolino in questione non ha raggiunto il capriolo ma ha rischiato grosso per conto suo ritrovandosi, all'improvviso, su uno sperone di roccia molto alto e molto impervio. A quel punto i padroni, compreso che sarebbe stato impossibile raggiungerlo, hanno chiamato i soccorsi e sul posto si sono portati i vigili del fuoco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Caldonazzo e il nucleo Saf del corpo permanente. L'intervento di recupero è stato complicato tra corde e moschetti ma alla fine tutto si è risolto per il meglio. Il cagnolino è stato salvato ed è stato restituito ai suoi padroni.    

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