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Il calcio regionale piange la scomparsa di Loris Angeli: se n'è andato a 72 anni, più di metà dei quali trascorsi alla guida del Dro che portò dalla "Seconda" alla serie D

Per quarant'anni alla guida del sodalizio gialloverde, Angeli guidò la società sino alla promozione in serie D, categoria poi affrontata per cinque stagioni di fila. E, dopo la retrocessione del 2018, divenne direttore sportivo del club per riportare il "suo" Dro nell'ambito nazionale. Lascia un vuoto incolmabile nel mondo calcistico e imprenditoriale del Basso Sarca

Loris Angeli, storico presidente del Dro Alto Garda che aveva guidato sino alla serie D: se n'è andato 72 anni
Di Daniele Loss - 10 maggio 2021 - 21:36

TRENTO. Da oggi pomeriggio il calcio regionale è molto più povero e piange la scomparsa a 72 anni di Loris Angeli, il vulcanico ex presidente del Dro Alto Garda, alla guida del quale aveva compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, portando la squadra del piccolo borgo del Basso Sarca sino ai campi nazionali della serie D.

 

Per quarant'anni al vertice del sodalizio gialloverde (dal 3 giugno 1978, per la precisione), Angeli era anche un affermato imprenditore nel campo degli autotrasporti con la ditta da lui fondata e che portava il suo nome: recentemente aveva ceduto l'attività e si era ritirato a vita privata, visto che da un anno e mezzo aveva ufficialmente salutato anche la società droata, della quale era rimasto però come sostenitore e sponsor.

 

Personaggio diretto, vulcanico e competente, Angeli aveva firmato una delle imprese calcistiche più sensazionali della storia del calcio trentino, portando prima il Dro in Eccellenza nel 2012 e, l'anno successivo, da matricola assoluta del massimo torneo regionale, alla conquista della promozione in serie D, dopo una stagione da imbattuti.

 

Nel Basso Sarca ricordano tutti il giorno della vittoria del campionato dopo il match contro il Valle Aurina e successivi festeggiamenti con tanto di caroselli per le vie del paese a bordo di un "trenino". Un traguardo storico e la nuova avventura fece letteralmente innamorare il "presidentissimo" droato della serie D, categoria affrontata per cinque stagioni di fila e da lui definita come la "Champions League" del Dro. Il primo anno si concluse con una salvezza pazzesca, conquistata dopo la vittoria in trasferta nella sfida "secca" dei playout contro il Vittorio Falmec: dopo lo 0 a 0 al termine dei tempi regolamentari, nei supplementari il portiere trentino Bordignon respinse il penalty di De Martin e, poco dopo, l'inzuccata di Tisi regalò vittoria e salvezza ai trentini.

 

Un'impresa con pochi eguali alle nostre latitudini a cui seguì l'amarissima retrocessione, sempre ai playout, contro la Triestina con il pesantissimo condizionamento di un'incredibile serie d'errori arbitrali. Ebbene, Angeli non si perse d'animo nemmeno un secondo, lottò con le unghie e con i denti durante una torrida estate e, alla fine, ottenne il ripescaggio in serie D. Seguirono altre due salvezze con Cristian Soave in panchina (incredibile quella ottenuta con la vittoria di Monza all'ultima giornata con i brianzoli che festeggiavano il passaggio tra i professionisti) e l'annata 2017 - 2018 con il Dro che non riuscì a ripetere l'impresa e tornò in Eccellenza dopo cinque anni in Quarta Serie.

 

Angeli, però, decise di rilanciare subito e, nell'inedito ruolo di direttore sportivo (restando, però, sempre il "patron" della società), con Lucio Carli che nel frattempo era diventato presidente, lavorò alacremente per riportare la sua squadra nell'ambito nazionale. Detto e fatto: con il rientrante Manfioletti alla guida, il Dro stravinse il torneo d'Eccellenza (2019) e riabbracciò la serie D, ma il nuovo approdo sul palcoscenico più ambito durò pochi mesi: la pandemia chiuse anzitempo e il campionato e i gialloverdi, che si trovavano in fondo alla classifica, tornarono in Eccellenza.

 

Pochi mesi fa la scoperta del brutto male, contro il quale il "Presidentissimo" ha lottato strenuamente, come era abituato a fare quando guidava i suoi ragazzi (sì, perché di partite non se n'è persa nemmeno una), sino all'ultimo. A lui si deve anche la realizzazione del campo in erba sintetica del centro sportivo di "Oltra", un vero e proprio gioiello nella zona del Basso Sarca.

All'amata moglie Adriana e a tutti i familiari le più sincere condoglianze da parte di tutta la redazione de Il Dolomiti.

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