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La dottoressa Sara Pedri è scomparsa. Medico a Trento e a Cles, l'appello della famiglia: ''Aiutateci a trovarla''

Non si hanno sue notizie dal 4 marzo, in campo un grosso dispositivo di ricerche che vede impegnate le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e tanti altri volontari 

Pubblicato il - 12 marzo 2021 - 12:53

TRENTO. Sono in corso le ricerche di Sara Pedri, medico, alta 1.62, magra, capelli rossi, ginecologa, impiegata dapprima all’ospedale di Trento e, da pochi giorni, a quello di Cles.

 

L'allarme è scattato lo scorso 4 marzo, nel pomeriggio, quando i Carabinieri della Compagnia di Cles sono stati allertati dai familiari di una giovane dottoressa e dai Carabinieri di Forlì in quanto la donna, originaria di quel centro romagnolo ma abitante a Cles per motivi di lavoro, non rispondeva da alcune ore al proprio cellulare, destando preoccupazione.

 

Immediatamente sono stati attivate le ricerche, sia all’abitazione di Cles, dove risultava assente, sia in tutto il territorio delle Valli del Noce. In breve tempo, grazie all’analisi delle videosorveglianze pubbliche ed al tracciamento del cellulare, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare l'autovettura, una VW Troc, parcheggiata in località Mostizzolo del Comune di Cis, al confine con quello di Cles, vicino all’incrocio tra le strade statali 43 e 42, nelle adiacenze del ponte che sovrasta il torrente Noce. All’interno del veicolo era presente il cellulare della donna.

Non riuscendo a rintracciarla nelle immediatezze, in attuazione del piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, le ricerche sono state subito estese dal Comando Compagnia Carabinieri di Cles, impegnato con militari del Norm e delle Stazioni di Rumo, Cles e Predaia, coinvolgendo i vigili del fuoco di Cis, Cles, Revò, Livo, Caldes, Tuenno e Terzolas, nonché personale del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento, il gruppo Sapr (piloti di droni) e un elicottero con a bordo specializzati del Nucleo Sub. Intervenivano, anche, il Saf (Soccorso Alpino Fluviale) ed il Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Servizio Provinciale Trentino), più unità cinofile dello stesso Cnsas e dell’Anc di Egna.

 

Le ricerche, condotte in totale da circa 50 uomini sono proseguite fino alle ore 21, venendo interrotte a causa del buio, per essere riprese la mattina seguente con l’installazione di un centro di comando avanzato (Sala Operativa Mobile) messo a disposizione dai Vigili del Fuoco di Trento e posizionato al di sopra della sponda sinistra della forra di quella località. Il giorno successivo sono riprese le ricerche con il concorso degli stessi servizi .

Contestualmente, l’intera zona è stata suddivisa in più aree e setacciata, oltre che lungo il torrente, anche nelle parti terrestri, arrivando ad impiegare nella giornata di domenica circa 200 uomini, tracciando tutti i percorsi effettuati con apparecchi Gps in dotazione alle singole squadre. Ad oggi, le ricerche sono ancora in corso.

 

La famiglia, straziata dal dolore, impotente per la lontananza dal luogo dell’accaduto e riconoscente degli sforzi fatti da tutti gli operatori coinvolti nella spiegata ricerca, chiede che le ricerche non vengano interrotte e, a chiunque sia in grado di fornire informazioni utili di contattare i carabinieri della stazione di Rumo al telefono 0463.530116

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