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''Medici no-vax? Mi mandano lettere anonime, non hanno il coraggio di firmarsi'', il presidente dell'Ordine Ioppi: ''E' un periodo difficile, ci sono persone animate da rabbia e violenza''

Email ma anche lettere a casa e alla sede dell'ordine, sono continui i messaggi no-vax che presidente dei Medici trentino, Marco Ioppi, continua a ricevere da chi ancora oggi non si è vaccinato. "E' una situazione che  sto vivendo con distacco, con quella tranquillità e consapevolezza di chi sa di essere nel giusto''. E spiega: "L'essere contrari al vaccino è una posizione di un nucleo di persone animate non si sa da quali sentimenti irragionevoli. Sentimenti di molta rabbia e violenza contro qualcosa" 

Di Giuseppe Fin - 25 settembre 2021 - 06:01

TRENTO. “Fa davvero male sapere cosa pensano sul vaccino alcuni medici. Fa ancora più male ricevere lettere anonime perché chi le manda non ha nemmeno il coraggio di firmarsi”. La voce bassa al telefono, la stanchezza che si avverte nelle parole ma anche la voglia di andare avanti, di dare risposta e di lottare. Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei Medici di Trento è da mesi che affronta i medici no-vax

 

Quei medici che negli ambulatori consigliano ai pazienti di curarsi in casa per guarire dal Covid19, che decidono di seguire proprie strade preferendo fantasiose teorie piuttosto che le posizioni delle proprie associazioni ancorate alla scienza. Medici che sembrano aver appeso il proprio camice bianco per seguire il megafono di turno. “Tradiscono quello che è il comandamento che un medico deve fare e deve seguire, di essere servitore della scienza” spiega il presidente dell'Ordine che proprio in queste settimane sta notificando le sospensioni di diversi professionisti che non hanno voluto vaccinarsi.    

 

Dottor Ioppi, non sono mesi semplici per un presidente dell'Ordine dei Medici. Lei ha affrontato più volte le posizioni no-vax. Oggi come si sente nel vedere i suoi iscritti che decidono di non volersi vaccinare? 
Sono posizioni per fortuna molto marginali, ci sono sempre stati nei confronti del vaccino e questa storia si sta nuovamente ripetendo. Non si capisce come mai, il vaccino pur essendo una delle conquiste più importanti che abbiamo avuto porta assieme anche chi si dimentica dei risultati ottenuti.  La sto vivendo con distacco, con quella tranquillità e consapevolezza di chi sa di essere nel giusto. Qui c'è di mezzo la salute pubblica delle persone e i vaccini stanno dimostrando di poter risolvere questa tragedia della pandemia. L'essere contrari al vaccino è una posizione relegata decisamente ad un nucleo di persone che sono animate non si sa da quali sentimenti irragionevoli. Sentimenti di molta rabbia e violenza contro qualcosa. 

 

Lei ha ricevuto qualche lettera anonima no vax?
 Si ho ricevuto messaggi e qualcuno mi ha anche detto che sono stato denunciato. Sono minace larvali per fortuna. Non siamo ancora arrivati al tenore di quelle ricevute da alcuni presidenti come quello di Vicenza che è stato minacciato di morte. Mi sono arrivate lettere a casa, nella mia casella di posta. 

 

Ha paura?
Ma perché dovrei avere paura? Confido sempre che ci sia anche un fondo di ragionevolezza. Che prevalga sempre il buonsenso e prevalga anche il concetto che siamo qui tutti quanti alla ricerca di una soluzione a questi grandi problemi. 

 

Ma lei quando vede un iscritto al suo Ordine, un medico come lei, che non vuole vaccinarsi cosa pensa?
Fa male e provo un senso di profonda tristezza. Fa ancora più male perché  siamo davanti a medici, persone che hanno anche studiato. 

 

Ma perché ci sono queste posizioni?
Perché il medico nasce molto individualista. A volte è solo anche nella documentazione e nell'aggiornamento. Per questo corre il rischio, se è isolato, di seguire posizioni o teorie che sono antiscientifiche. Magari possono arrivare anche da alcuni luminari ma devono essere interpretate bene e questo magari non succede. 

 

Ci sono meno medici no vax negli ospedali. Come mai?

Difficilmente ne troviamo perché nel mondo ospedaliero c'è una comunità scientifica dove si lavora in equipe. C'è meno individualismo e isolamento.  E' una delle sfide che si trova davanti l'organizzazione sanitaria: permettere a tutti i medici di essere in rete. Solo in questo modo non avremo medici che “viaggiano” per conto loro e si formano da soli. La nostra professione è individualista e deve uscire da questo solco. 

 

E' strano pensare alla figura del medico come un soggetto individualista. 

Spesso ci si dimentica che esiste la comunità. Abbiamo perso nel corso degli anni la medicina pubblica, l'igiene pubblica. Una volta avevamo l'ufficiale sanitario nei comuni che curava tutto quanto quello che riguardava la salute del paese, da quella dei ragazzi nelle scuole con le vaccinazioni ad altro. Era assunto dai comuni ed era responsabile della salute della popolazione. Ora questa figura manca e abbiamo il medico che nel suo ambulatorio cura la singola malattia del paziente. 

 

Tornando alle lettere ricevute dai no-vax, di che tenore erano?

Usano la locuzione “Primum non nocere”. Magari riconoscono in me un valido professionista ma allo stesso tempo mi attaccano per le posizioni che ho e che espongo le persone al rischio consigliando il vaccino. Mi dispiace ma non posso rispondere a queste lettere perché sono anonime. Non hanno il coraggio di firmarsi e questa la dice lunga anche nella correttezza delle loro posizioni. 

 

Voi come Ordine state sospendendo i medici non vaccinati.

Si stiamo portando avanti le sospensioni prendendo atto delle comunicazioni che ci arrivano dall'azienda sanitaria che sta andando a rilento nell'incrociare i dati. Abbiamo chiesto all'Azienda maggiore attenzione, una persona che viene sospesa non può più lavorare e non è una cosa da poco. Per questo gli accertamenti devono essere molto attenti. 

 

Lei da quanti anni è presidente dell'Ordine? Si ricandiderà al termine di questo mandato?
E' da sette anni che sono presidente e quello che sto portando avanti è il mio terzo mandato. Non è facile, ci sono sempre più difficoltà burocratiche e sociali  ma soprattutto è sempre più diffictle capire e comprendere da parte di tutti che c'è un senso del dovere e una deontologia da seguire. Un comportamento da tenere che deve essere esemplare. 
Non è semplice doversi confrontare con certe posizioni che sono lontane anni luce dalla deontologia medica. 
Tutti dovrebbero poi capire che la sanità è l'ultimo collante sociale. Se vogliamo che continui ad esserci una sanità che funziona, solidale, e che non guarda in faccia a nessuno ma patrimonio di tutti, il cittadino dovrebbe esserne consapevole e capire quando usare veramente i servizi. I medici, dal canto loro devono portare avanti la loro professioni con umanità e disponibilità ancorandosi sempre alla scienza. Le istituzioni, invece, dovrebbero avere un progetto lungimirante perché non ci saremmo mai trovati in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo dal punto di vista organizzativo se non avessimo avuto una certa classe dirigente impegnata a raccogliere voti anziché fare progetto. Avremmo più medici e meno servizi che chiudono. 

 

Lei si ricandiderà?
Potrei ma ho fatto la mia parte. Credo che sia giusto dare spazio ad altre presone. Siamo un buon gruppo, ho un consiglio entusiasta che mi aiuta. Ho un vice presidente e un consiglio di direzione molto validi e spero che poi saranno quelli che porteranno avanti il testimone. C'è poi un gruppo fantastico di giovani. 

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