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Mezzi dei carabinieri e polizia, agenti e transenne. Cantiere blindato da giorni stile ''Valsusa'' a Povo

Si lavora da lunedì al secondo sondaggio finalizzato a studiare lo stato di formazioni rocciose sotterranee per verificare le previsioni progettuali, individuare eventuali presenze di strutture geologiche fragili o la presenza di acque sotterranee diverse da quelle ipotizzate per la circonvallazione di Trento per l'Alta Velocità del Brennero

Di Luca Pianesi - 03 febbraio 2021 - 19:50

POVO. Da qualche giorno via dei Valoni a Povo sembra uno dei ''punti caldi'' della Valsusa, fortunatamente senza gli scontri e senza le tensioni di quella zona. Le forze dell'ordine, però, hanno blindato un tratto di strada e camionette dei carabinieri e Jeep della polizia sbarrano la via a chiunque provi a percorrerla, con tanto di transenne sia a monte che a valle. La notte chi percorre l'asse principale che collega Mesiano a Povo, via Tommaso Dallafior, vede i lampeggianti accesi nella strada sottostante, perché il presidio è permanente con un dispiego di agenti non indifferente.

 

Cosa sta succedendo? ''Procedono - spiega la Provincia di Trento - gli studi necessari per completare la progettazione preliminare della circonvallazione ferroviaria di Trento. A Povo è in corso di esecuzione il secondo sondaggio profondo, finalizzato a studiare lo stato delle formazioni rocciose sotterranee per verificare le previsioni progettuali, individuare eventuali presenze di strutture geologiche fragili o la presenza di acque sotterranee diverse da quelle ipotizzate''.
 

La società di ingegneria Italferr - su incarico di Rfi - sta, infatti, ultimando il progetto di fattibilità tecnico-economica della circonvallazione di Trento, come concordato nei protocolli d'intesa sottoscritti con la Provincia e il Comune. La circonvallazione sarà dedicata alla linea merci e bypasserà la città di Trento con una galleria di circa 12 chilometri. ''La circonvallazione - aggiunge il Comune di Trento - sarà dedicata alla linea merci e by-passerà la città di Trento con una galleria di circa 12 chilometri. La strategicità del progetto è stata recentemente ribadita con l'inserimento tra le opere ferroviarie strategiche nazionali nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan)''.

 

L'opera ha una valenza strategica sia per il corridoio europeo sia per il capoluogo, nel più ampio progetto di riprogettazione delle aree rese disponibili dall'interramento della linea storica e di rafforzamento (NorduS) del collegamento nord-sud. Insomma i timori, probabilmente, sono legati proprio agli attivisti NoTav e ad eventuali manifestanti contrari all'alta velocità. 

 

Sul sito web dedicato che la Provincia ha recentemente pubblicato (QUI IL LINK) è possibile approfondire il tema, con informazioni sulla valenza europea del progetto, sulle caratteristiche del Corridoio del Brennero in termini di flussi di traffico, incidenza del trasporto merci su gomma rispetto al trasporto su rotaia, impatti ambientali, sociali ed economici. Il sito verrà frequentemente aggiornato in virtù dell'avanzamento progressivo dei lavori e delle novità progettuali attese nei prossimi mesi.

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