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Trivella ''blindata'' a Povo, impossibile avvicinarsi (anche per noi). In paese No Tav in azione: ''Informiamo la popolazione che non è stata coinvolta''

Abbiamo provato a raggiungere la trivella che serve a studiare le conformazioni rocciose sotto terra dove dovrebbe essere costruita la galleria di 12 chilometri per l'Alta velocità del Brennero ma ci è stato impedito. Intanto i No Tav da due sere sono a Povo per informare la popolazione sulla loro versione dei fatti e domani alle 14 faranno un'assemblea pubblica all'aperto 

Di Luca Pianesi - 05 February 2021 - 17:14

TRENTO. Una mezzoretta di controlli per il nostro giornalista giunto sul posto per cercare di fare un po' di informazione sul campo, richiesta di documenti di ogni tipo, dalla carta d'identità al tesserino giornalisti, dati personali appuntati su un foglio per il suo passaggio in zona intorno alle 14.30 e il ''niet'' più assoluto a proseguire sulla strada per vedere, almeno da lontano, il cantiere e anzi, lo hanno invitato ad allontanarsi dalla zona. Definire via dei Valoni blindata, è poco.

 

Da lunedì una schiera di jeep e camionette di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale controllano tutti gli accessi, sia a monte che a valle del punto dove stanno perforando il terreno per studiare lo stato delle formazioni rocciose sotterranee (così hanno spiegato il Comune e la Provincia) individuare eventuali presenze di strutture geologiche fragili o la presenza di acque sotterranee per poi poter realizzare la galleria, sotto la collina est, di 12 chilometri prevista per l'alta velocità del Brennero.

 

Il contesto, indubbiamente, ricorda da vicino le immagini che arrivavano qualche tempo fa dalla Valle di Susa con personale delle forze dell'ordine posizionate dietro balaustre e recinzioni a monitorare 24 ore su 24 i cantieri per paura di attacchi o manifestazioni, anche violente, degli attivisti No Tav. Livelli di tensione, per fortuna, mai raggiunti in Trentino ma certo vedere un tale dispiego di forze solo per dei sondaggi nel terreno incuriosisce i cittadini. Il livello, poi, di segretezza lascia interdetti e forse, per il prosieguo, quando arriveranno anche i cantieri veri per l'opera, sarà meglio coinvolgere gli organi di informazione e fare un'operazione di trasparenza e non metterli alla porta facendo crescere sospetti e dubbi.

 

Intanto domani si terrà un'assemblea pubblica nel parco dietro la chiesa di Povo proprio dei No Tav che lamentano un'assenza di informazione su quanto sta accadendo. ''Questa trivella è stata installata senza un'informazione adeguata alla popolazione locale e un dibattito pubblico al riguardo - scrivono nel loro manifesto che presenta l'evento di domani mattina alle 14 -. Gli abitanti della zona si sono visti soltanto recapitare qualche giorno prima una lettera del Comune che attestava l'inizio delle trivellazioni''. ''L'informazione - proseguono i No Tav - non viene fatta perché la preoccupazione principale dei promotori dell'opera è avviare i lavori nel più breve tempo possibile nel tentativo affannoso di evitare che emergano le criticità strutturali e si diffonda contrarietà tra la popolazione''.

 

Da due sere gli attivisti sono in piazza a Povo a fare la loro informazione con la comunità del paese e domani alle 14 faranno il punto della situazione. Ci sarebbe piaciuto riuscire a raccontare di persona quel che stanno facendo in quel punto tra Povo e Mesiano ma non c'è stato permesso. L'appello è rivolto alle istituzioni: aiutateci a spiegare cosa si sta facendo e cosa verrà fatto. Blindare e basta i cantieri non aiuta nessuno.

 


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