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FOTO. Manifestazione No-Tav in collina: ''La Giunta Ianeselli non è ambientalista. Il progetto può essere ancora fermato''

 Una manifestazione per sollevare più d'un dubbio sul progetto della "Circonvallazione ferroviaria di Trento", un appuntamento dopo che a inizio mese è stata posizionata in via dei  Valoni una trivella della ditta incaricata dei sondaggi geognostici

Di Luca Andreazza - 06 febbraio 2021 - 20:36

TRENTO. "La Giunta guidata da Ianeselli non è ambientalista. E' questo è soltanto l'ultimo tassello di una catena di scarsa informazione e nessun coinvolgimento della popolazione, nessun dibattito pubblico riguardo a quest'opera infrastrutturale". Questo in sintesi il pensiero dei No-Tav che si sono radunati in piazza a Povo. Una manifestazione per sollevare più d'un dubbio sul progetto della "Circonvallazione ferroviaria di Trento", un appuntamento dopo che a inizio mese è stata posizionata in via dei Valoni una trivella della ditta incaricata dei sondaggi geognostici.

"Decine di sorgenti a rischio nella Marzola", "Cambiamenti climatici, deforestazione, epidemie...continuare con le grandi opere inutili e devastanti è un crimine", "Perché non ci parlano mai delle criticità", "Cantieri rumorosi e inquinanti per 10 anni", "Se taci i rischi, c'è qualcosa che non va", "Ci hanno tenuto agli arresti domiciliari per mesi per 'non gravare sul sistema sanitario' ora vogliono spendere per il Tav il doppio che per la sanità". Questi alcuni cartelli in piazza.

L'opera viene considerata di valenza strategica sia per il corridoio europeo sia per il capoluogo, nel più ampio progetto di riprogettazione delle aree rese disponibili dall'interramento della linea storica e di rafforzamento (NorduS) del collegamento nord-sud.

"Siamo in una fase preliminare del progetto che quindi può essere fermato. Siamo favorevoli allo spostamento modale verso la ferrovia del trasporto merci ma prima bisogna risolvere le criticità che insistono sull'attuale tracciato. La ferrovia viene sfruttata ora per meno del 50% e si pensa a questo intervento infrastrutturale. In Europa hanno introdotto limiti al trasporto merci per migliorare la qualità dell'aria mentre i pedaggi dell'A22 sono tra i più economici e questo causa il fenomeno del 'traffico deviato' dei tir che transitano via Brennero per risparmiare". 

L'area intorno a via dei Valoni è blindata (Qui articolo). Una schiera di jeep e camionette di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale controllano tutti gli accessi, sia a monte che a valle del punto dove stanno perforando il terreno per studiare lo stato delle formazioni rocciose sotterranee (così hanno spiegato il Comune e la Provincia) individuare eventuali presenze di strutture geologiche fragili o la presenza di acque sotterranee per poi poter realizzare la galleria, sotto la collina est, di 12 chilometri prevista per l'alta velocità del Brennero.

"La costruzione di lunghe gallerie ferroviarie ha numerose criticità: costi, rischi idrogeologici, materiale di risulta da porre in discariche, impatto dei cantieri di lavoro, costo energetico della costruzione, da considerare nel bilancio globale dell’opera. Questi problemi devono essere sicuramente minimizzati, ma l’unico tracciato attualmente in discussione non sembra andare in questa direzione. Attualmente si prevede che anche in futuro tutti i treni rientrino sull’attuale ferrovia poco a nord del centro di Trento (ex-scalo Filzi) in zone densamente abitate (Gardolo e Trento Nord), che subiranno anche l’impatto dei lavori di cantiere per l’ingresso del tunnel e la nuova stazione ipogea; il passaggio in tunnel sotto la Marzola e la Vigolana rischia di intercettare numerose falde e sorgenti: proprio per problemi idrogeologici, è stato cassato il primo progetto per la successiva circonvallazione di Rovereto. Questo significa che il trasporto locale Trento-Rovereto via ferrovia non avrà miglioramenti significativi dall’intervento".

Il progetto è stato recentemente ribadito con l'inserimento tra le opere ferroviarie strategiche nazionali nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery Plan). "Le dichiarazioni roboanti che si sono susseguite è per far credere che ormai tutto è deciso, ma siamo ancora in una fase progettuale di preliminare e quindi può essere fermato. La questione è ancora aperta e la risposta della popolazione sarà decisiva".

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