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“La pista da bob di Cortina? Solo il primo dei problemi: nessuno parla delle auto che arriveranno o di quante persone questo territorio così bello sia in grado di reggere”

La manifestazione a Cortina d’Ampezzo per dire ‘no’ all’opera in vista delle Olimpiadi 2026 è arrivata alla pista Eugenio Monti, dove sono intervenute le sezioni veneta e altoatesina del Cai oltre che l’associazione Mountain Wilderness, che si rivolge direttamente al governatore veneto: “E’ una cosa vergognosa, si investe in cose assurde mentre abbiamo gli ospedali che stanno chiudendo”

Di Filippo Schwachtje - 24 settembre 2023 - 14:28

BELLUNO. Manifestazione contro la pista da bob a Cortina, il corteo dei partecipanti arriva alla pista Eugenio Monti e sul palco parlano anche le sezioni veneta e altoatesina del Cai: “A poco più di 2 anni dai Giochi, ad oggi non abbiamo gli elementi per poterne attestare la sostenibilità ambientale, nonostante quanto dichiarato nel dossier di candidatura”. Come riportato (Qui Articolo), l’evento (“Pista da Bob – Ultima chiamata”) ha visto questa mattina (domenica 24 settembre) una grande partecipazione a Cortina, dove gli interventi si sono susseguiti in piazza Dibona prima del corteo verso la pista Eugenio Monti (Qui, Qui e Qui articolo).

 

“I frati in convento – hanno ironizzato i responsabili veneti del Cai – dicono il raglio dell’asino non giunge in cielo, ma speriamo che questo raglio arrivi e metta le persone nella condizione di ragionare. È importante non creare muri, ma per uscire da questa impasse serve una grande mobilitazione di persone, che deve passare necessariamente da chi vive questo ambiente. La pista da bob sarà il primo cambiamento, ma nessuno ha parlato ancora della tangenziale che correrà in galleria, nessuno ci ha ancora detto dove si metteranno le centinaia di auto delle persone che verranno a vedere i giochi a Cortina”.

 

Al di là delle problematiche macroscopiche relative all’impianto insomma (il costo, come anticipato, è stimato in 124 milioni di euro ai quali vanni aggiunti 1,5 milioni l’anno di spese di gestione e manutenzione. Se si considera che i praticanti italiani tra bob, slittino e skeleton, sia maschile che femminile, sono 35 si parla di un costo per praticante di 3,5 milioni di euro, senza calcolare i costi di gestione), che vanno lette anche alla luce della proposta ufficiale arrivata da Innsbruck per l’utilizzo della pista di Igls (al costo di circa 10-15 milioni di euro, Qui Articolo), il Cai Veneto mette quindi l’accento anche su tutte le restanti problematiche di tipo ambientale che i Giochi porteranno inevitabilmente sul territorio.

 

“Nessuno – riassumono dalla sezione – ci ha ancora detto il carico di persone che questo ambiente così bello, anche se deturpato da qualche parte, è in grado di reggere”. Una critica alla quale si unisce anche la sezione altoatesina del sodalizio: “A suo tempo anche il Cai Alto Adige aveva guardato con favore alle premesse di un evento dichiarato ‘ecosostenibile’ e che avrebbe dovuto essere un esempio virtuoso per ogni futura manifestazione coinvolgente la montagna. È della settimana scorsa però il ritiro del Cai e di altre sette associazioni di protezione ambientale dal tavolo di confronto voluto dalla Fondazione Milano Cortina, perché a poco più di 2 anni dalle Olimpiadi non abbiamo ad oggi elementi per poter attestare la sostenibilità ambientale delle opere e dei Giochi Olimpici invernali dichiarata nel dossier di candidatura”.

 

“Al signor Zaia, a Malagò and company – è invece la provocazione lanciata dall’associazione Mountain Wilderness – chiediamo perché dobbiamo continuamente buttare soldi per cose veramente assurde (a parte la pista da bob e il villaggio olimpico anche per i famosi 3-4 collegamenti sciistici che vogliono fare e che sono stati inseriti all’interno delle Olimpiadi anche se non centrano nulla con gli impianti e con le gare che si svolgeranno), quando abbiamo invece cose molto più serie e molto più utili da fare per noi cittadini. La sanità per esempio è stata abbandonata, abbiamo gli ospedali che stanno chiudendo. Ma ci rendiamo conto? È una cosa vergognosa”.

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