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Belluno
24 settembre | 12:53

Pista da bob, la manifestazione contro l’opera a Cortina (FOTO): “L’orgoglio veneto non è chiedere i soldi per l’impianto, ma per garantire servizi ai cittadini”

Tanti gli interventi che si stanno susseguendo in piazza Dibona, dove la manifestazione “Pista da Bob – Ultima chiamata” ha richiamato molte persone tra cittadini e attivisti per l’ambiente. “Nel primo studio della Regione – ha spiegato Cristina Menardi del Comitato Cortina – è stata stimata una perdita di 400mila euro l’anno per 20 anni di vita dell’impianto. Una copertura che dovrebbe essere garantita da un accordo tra Regione, Comune di Cortina e Province di Trento e Bolzano”

CORTINA D’AMPEZZO. “L’orgoglio veneto non è chiedere i soldi per realizzare una pista da bob, ma piuttosto per garantire servizi ai cittadini, specie nelle aree marginali. Questo è il nostro orgoglio veneto”. Sono queste le parole di Cristina Guarda, consigliera regionale di Europa Verde Veneto, durante il suo intervento questa mattina (domenica 24 settembre) nel corso della manifestazione “Pista da Bob – Ultima chiamata”, organizzata a Cortina d’Ampezzo per dire ‘no’ all’opera in vista delle Olimpiadi 2026.


Un evento al quale, come anticipato (Qui Articolo), stanno partecipando in moltissimi tra cittadini, associazioni e attivisti per l’ambiente, ribadendo la netta contrarietà del territorio al progetto. Progetto al quale, il mese scorso, è stata presentata una valida alternativa nella proposta, ufficializzata dal sindaco di Innsbruck Georg Willi, di utilizzo dell’impianto di Igls nella città austriaca (Qui Articolo) in una conferenza stampa organizzata proprio insieme ai Verdi.


“Abbiamo organizzato quella conferenza stampa – ha ribadito Guarda – in collaborazione anche con i Verdi di Bolzano, che ringraziamo perché sono qui oggi insieme a tanti cittadini delle Province di Trento e Bolzano, che si sono uniti perché hanno capito che la politica si fa prendendosi cura gli uni dei territori degli altri”. Proprio per questo, come sottolineato in precedenza in piazza Dibona anche da Pietro Lacasella (Qui il Video), il movimento nato per dire ‘no’ alla pista di Cortina è diventato ormai “il simbolo di una battaglia” ha detto Guarda.


“Il presidente Zaia – ha aggiunto la consigliera dei Verdi – dice in questi giorni di non avere responsabilità, perché la Regione Veneto non paga la pista. Fino all’altro giorno però diceva che i soldi di Roma sono soldi dei veneti. Invece si deve muovere anche lui, perché i tecnici, il commissario e via dicendo non si muoveranno se non ci sarà un messaggio politico chiaro anche da parte di questo governo, sperando a questo punto in un’autonomia di Fratelli d’Italia rispetto alla Lega, da parte dei cittadini e delle autorità locali. Per questo sosteniamo anche la Provincia di Belluno, che tra pochi giorni affronterà un voto importante in una mozione per dire ‘andiamo ad Innsbruck’”.

 

A livello economico, ha sottolineato poi Cristina Menardi, del Comitato Cortina: “Nel primo studio della Regione si stima una perdita di almeno 400mila euro l’anno per 20 anni di vita dell’impianto. Una copertura che, secondo il documento della regione, dovrebbe essere garantita da un accordo tra la Regione, il Comune e le Province di Trento e Bolzano. Esiste infatti una lettera d’impegno tra gli enti del 2019, nel quale le istituzioni si impegnavano a coprire le spese. Simico però, nel piano economico allegato al progetto definitivo, ha dato dei dati che sono completamente diversi: per i primi 5 anni prevede infatti si perdano due milioni di euro, mentre dal sesto la pista andrebbe in attivo di 5mila euro. Ma sarebbe la prima e unica pista al mondo ad andare in attivo: anche l’impianto di Innsbruck ha una perdita di 500mila euro l’anno”.

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