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Belluno
09 aprile | 18:54

Cortina, nuovo ricorso al Tar contro il progetto di riqualificazione dell'ex stazione. ”E' un'operazione che fa bene al privato e male al pubblico”

Il Comitato civico prosegue la raccolta firme per chiedere all'amministrazione comunale di rinnovare la stazione delle autocorriere “senza fare speculazione edilizia”

Cortina, nuovo ricorso al Tar contro il progetto di riqualificazione dell'ex stazione
di Alissa Claire Collavo

CORTINA D'AMPEZZO. Continua la battaglia morale del Comitato civico per ostacolare il progetto di riqualificazione urbana dell'ex stazione delle autocorriere portato avanti dall'amministrazione Lorenzi.

 

Stamani, la seconda giornata dedicata alla raccolta firme. “Siamo soddisfatti”, afferma Marina Menardi, presidente del Comitato, da anni in prima linea per ostacolare la realizzazione del progetto. “Abbiamo raccolto quasi 200 firme (che si aggiungono alle 275 di venerdì scorso) e poco più di 1700 euro di contributi utili per finanziare il ricorso al Tar”.

 

Un bando di gara del valore di 231 milioni di euro (che scadrà il prossimo 15 aprile) approvato senza tenere conto dell'opinione dei cittadini residenti nella conca che più volte hanno manifestato il loro dissenso nei confronti del progetto.

 

“Chiediamo di ristrutturare senza fare speculazione edilizia”, spiega Menardi, ricordando “le tante imprecisioni contenute nella messa a bando del progetto, a cominciare dalla mancanza dell'approvazione della variante da parte del consiglio provinciale”.

 

La richiesta del Comitato – rivolta al sindaco Gianluca Lorenzi ed enunciata nel modulo di raccolta firme – è infatti quella di “sistemare la stazione di Cortina senza vendere i terreni comunali e senza fare speculazione edilizia”.

 

Un appello ribadito con determinazione e “fiducia nell'efficacia del nostro attivismo” – aggiunge – volto alla salvaguardia della piazza, del mercato e dell'edicola ma anche di manifestazioni tradizionali come “la festa del desmonteà” che però non è stato accolto dall'amministrazione comunale.

 

 

Per questo motivo, il Comitato ha ritenuto necessario procedere per vie legali, “impugnando un terzo ricorso al Tar” – il quale va ad aggiungersi ai “due ancora pendenti riguardanti altri progetti, leggermente diversi” – contro il provvedimento di approvazione della nuova variante urbanistica e della nuova approvazione del progetto.

 

Una decisione presa senza coinvolgere né perlomeno informare i cittadini: “il progetto è stato messo a bando in una stazione appaltante diversa dalla provincia di Belluno”, ricorda Menardi che continua a chiedere spiegazioni. “Questa è un'operazione che fa bene al privato e male al pubblico”.

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