"Il Comune privatizza la stazione? Dobbiamo evitare la svendita di un bene collettivo". Il Comitato Civico Cortina: "Inoltreremo la delibera alla Corte dei Conti"
L'associazione contro le decisioni del Comune di Cortina in merito all'inserimento di piazzale e immobili della stazione ferroviaria nell'elenco dei beni alienabili: "I lavori sono caldamente osteggiati dalla stragrande maggioranza della popolazione, come dimostrano i ricorsi al Tar finanziati dalle raccolte fondi e le 2.636 firme presentate al Comune"

CORTINA D'AMPEZZO. Con un comunicato stampa (e foto allegata) il Comitato Civico Cortina è tornato all'attacco sul fronte stazione: oggetto del contendere, la controversa decisione del Comune di Cortina d’Ampezzo di includere il piazzale e gli immobili della stazione ferroviaria nell'elenco dei beni alienabili, per poi cederli a privati nell'ambito di un progetto di riqualificazione.
"Inoltreremo la delibera alla Corte dei Conti – dichiarano dal Comitato Civico Cortina – perché valuti se i valori sono congrui e se c’è un prezzo per i terreni da vendere".
"La stazione ancora in confusione, dopo quasi sei mesi che l’area è stata recintata creando disagi alla circolazione, ai parcheggi, alle attività, ai mancati incassi per la Seam. Nel consiglio comunale di venerdì scorso è emerso come ancora non si sia in regola con tutte le procedure per poter attuare il progetto di finanza per la sua riqualificazione, nonostante l’assegnazione dei lavori porti data 23 aprile 2024 e chiusura dell’area a metà giugno".
"Il Consiglio comunale del 29 novembre 2024- riprende il comunicato - ha deciso che il piazzale della Stazione e altri immobili della Stazione vanno nell’elenco dei fabbricati e dei terreni non strumentali per le funzioni istituzionali. È un passaggio obbligato per cedere ai privati una importante porzione dell’area della Stazione, senza il quale non si possono fare i lavori previsti dall’Amministrazione, ma caldamente osteggiati dalla stragrande maggioranza della popolazione, come dimostrano i ricorsi al Tar finanziati dalle raccolte fondi e le 2.636 firme presentate al Comune, cui il sindaco non si è nemmeno degnato di ritirare di persona. Il Revisore del Comune ha sollecitato il dirigente al patrimonio di procedere all’inserimento degli immobili nel piano alienazioni 2024, visto che non erano mai stati inseriti. Il Consiglio comunale ha provveduto, con un valore di stima di tutto pari a 23.600.000 euro. La cifra è stata presa dalla relazione della dottoressa Faggiani del 25 luglio 2023".
"Questo valore è oggetto di una segnalazione alla Corte dei Conti da parte del Comitato Civico Cortina, poiché non lo ha ritenuto coerente con i valori di mercato. Ma non è tutto: la perizia afferma testualmente quanto segue: 'Il valore di mercato delle capacità edificatorie e delle superfici delle porzioni di fabbricati esistenti riconosciute dal Comune a titolo di prezzo ammonta a 23.600.000 euro'. Si parla dunque di capacità edificatorie, cioè della quantità edilizia massima - edificabile e/o trasformabile consentita dall’applicazione dei parametri urbanistico-edilizi stabiliti dagli strumenti urbanistici vigenti. Nella Relazione non si fa invece alcun riferimento al valore del terreno, anche se è proprio il valore del terreno quello che avrebbe dovuto essere indicato".
"La proprietà del suolo NON era già in capo al proponente (Pool Engineering) e di conseguenza non si è calcolato un valore per la vendita del terreno da parte del Comune di Cortina d’Ampezzo. È una questione importante, perché un’area in centro a Cortina non è proprio a buon mercato".
"Anche questa delibera del Consiglio comunale sarà inviata alla Corte dei Conti per integrare quella precedente. È un atto dovuto per tutti i cittadini di Cortina che hanno fatto di tutto – dalla raccolta di firme al pagamento di tasca propria delle parcelle dell’avvocato per i ricorsi al Tar – per evitare la svendita di un bene collettivo così importante come la stazione di Cortina".


















