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Belluno
14 marzo | 15:50

Collegamento sciistico Comelico-Pusteria, le associazioni replicano alla Provincia: “La nostra lotta dà voce a chi in valle non può parlare”

Dopo l’udienza di discussione al Tar in merito al ricorso presentato da quattro associazioni contro la costruzione di un nuovo impianto tra Comelico e Val Pusteria, la Provincia di Belluno aveva ribadito il suo sostegno all’opera, ritenuta fondamentale per rilanciare l’economia locale, contro chi si oppone e “viene da fuori, non conosce questi territori e non li abita”. Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness e Wwf ribadiscono la loro posizione

COMELICO SUPERIORE. “Ancora oggi, in piena crisi climatica, mentre sulle Alpi scorre l’inverno più caldo e povero di neve di questo secolo, si continua a sostenere lo sviluppo dell’industria dello sci a scapito dei beni comuni, del paesaggio, delle risorse autentiche che la montagna può offrire”. Si apre così la replica di Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness e Wwf alle dichiarazioni della vicepresidente della Provincia di Belluno e del sindaco di Comelico Superiore riguardo l’opposizione delle associazioni al progetto "Stacco", che include il collegamento sciistico Comelico-Val Pusteria.

 

“L'area in questione - scrivono - è esposta a sud-ovest, compresa tra i 1.200 e i 1.900 metri di altitudine e pertanto estremamente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico. Investire risorse in un impianto sciistico in un contesto che, anno dopo anno, vede ridursi drasticamente l'innevamento naturale non è sostenibile: è una scommessa azzardata. La tutela della biodiversità e del paesaggio non può essere sacrificata per un modello di sviluppo che ha già mostrato i suoi limiti. La nostra opposizione si basa su dati concreti, analisi scientifiche e sul rispetto di principi che guardano al futuro e non alla mera continuità di modelli economici in crisi. Le accuse mosse ai rappresentanti delle associazioni di tutela ambientale rappresentano soltanto un modo per delegittimare il dibattito”.

 

Le associazioni ribadiscono poi le criticità relative alla sostenibilità economica e sociale dell'intervento, con i costi di gestione del collegamento sciistico che potrebbero gravare sulle comunità locali, mentre i principali benefici economici dell’infrastruttura sembrerebbero destinati a un'azienda privata con sede fuori dal territorio. Inoltre, fanno notare, “i prezzi attuali degli skipass potrebbero limitare l’accessibilità del servizio ai residenti e alle famiglie del territorio”.

 

Secondo le associazioni, l’alternativa c’è e guarda al futuro. Sottolineano infatti l'importanza di un modello di sviluppo alternativo, incentrato sulla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale della montagna e propongono investimenti in attività che garantiscano occupazione duratura, formazione e servizi per la popolazione locale, nel rispetto dell’ambiente e delle peculiarità del territorio. A tali scopi, auspicano “un confronto costruttivo con le istituzioni e le comunità locali per individuare soluzioni sostenibili che possano garantire un futuro equilibrato per il Comelico, salvaguardando il territorio e le opportunità economiche per le generazioni future”.

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