Dolomiti Sky Line smentisce le notizie sulla stagione invernale in Nevegal. “Grave continuare sulla strada dell’affossamento mediatico: basta strumentalizzazioni”
Con una nota, Dolomiti Sky Line interviene per smentire la notizia di gravi carenze nella documentazione inoltrata alla Provincia per il progetto legato alla sciovia delle Erte, in quella per la seconda scuola di sci e nella richiesta per l’acqua ai fini innevamento. “Alla politica chiediamo chiarezza: si crede o no in un progetto serio, concreto e finalmente strutturato per il Colle?”

BELLUNO. “Quanto riportato da parte della stampa è, nella migliore delle ipotesi, una verità parziale. Ci confronteremo con gli organi politici competenti per chiarire come sia possibile che siano diffuse informazioni estrapolate, incomplete e decontestualizzate, che generano percezioni allarmistiche lontane dalla realtà tecnica dei fatti”. Così Dolomiti Sky Line - We Love Nevegal interviene in merito agli articoli recentemente pubblicati secondo i quali ci sarebbero state gravi carenze nella documentazione inoltrata alla Provincia per il progetto legato alla sciovia delle Erte, in quella per la seconda scuola di sci e nella richiesta per l’acqua ai fini innevamento: “In relazione a tali articoli - prosegue la nota - la società ritiene necessario intervenire a tutela della propria reputazione, dei propri dipendenti e dei professionisti che ogni giorno lavorano per garantire l’apertura del colle”.
Anzitutto, la stagione invernale. Dopo i dissidi per la mancata concessione del laghetto artificiale (qui l’articolo), la società ribadisce di aver investito milioni di euro sul territorio “come non si vedevano da decenni” e di aver scelto di aprire anche questa stagione senza attendere la conclusione di lavori essenziali per l’intero comprensorio. “Una decisione assunta - sottolinea - per sostenere gli operatori locali, non certo per convenienza aziendale”.
Per quanto riguarda invece la sciovia, la narrazione trapelata viene definita priva di fondamento:“Come in ogni iter amministrativo - specifica la società - possono esistere divergenze interpretative, ma il fatto che il progetto sia in Conferenza dei servizi e non sia stato bocciato preliminarmente smentisce qualunque allarmismo”. Fa sapere infatti di star già procedendo alle integrazioni richieste e di non accettare che ingegneri e periti con comprovata esperienza siano rappresentati come incompetenti.
Anche sulla questione acqua è respinta ogni colpa per i ritardi nell’entrata in funzione dei cannoni:“La problematica acqua è nota da anni - ribadisce Dolomiti Sky Line - e ci siamo mossi tempestivamente affinché, pur nella scarsità disponibile, fosse utilizzabile nei tempi necessari. Ragioni tecniche, indipendenti sia dalla società sia da Sib (Servizi integrati bellunesi), hanno impedito l’avvio immediato: è evidente che siamo i primi ad avere interesse a sparare neve il prima possibile quando ci saranno le condizioni, e che i danni maggiori derivanti da ritardi ricadono proprio sulla società”.
Infine, la scuola di sci: sarà impugnato nelle sedi opportune il provvedimento provinciale, ritenuto non condivisibile: “Accogliamo comunque positivamente - prosegue - il fatto che gli utenti avranno più alternative: la scuola sci tradizionale, che ha scelto autonomamente di non far parte del progetto complessivo, e nuove realtà come Sci Club e Academy, che ampliano l’offerta. Abbiamo tuttavia scelto di non entrare nel merito tecnico di ogni singolo aspetto riportato, poiché riteniamo che il confronto debba avvenire con le istituzioni e la politica, alla quale però chiediamo chiarezza: si crede o no in un progetto serio, concreto e finalmente strutturato per il Colle?”.
“Ringraziamo la politica locale - conclude la nota - in particolare sindaco e vice sindaco di Belluno per lo spirito collaborativo dimostrato, ma resta grave constatare come, in piena stagione invernale, si continui a preferire la strada dell’affossamento mediatico invece che valorizzare quanto fatto. Una dinamica che si aggiunge ad atti vandalici, esposti anonimi, attacchi infondati e continue pressioni che sollevano inevitabili interrogativi sul futuro e sulla volontà effettiva del territorio di crescere: la società non ha mai preteso di essere infallibile e se le critiche costruttive saranno sempre ascoltate, le strumentalizzazioni, invece, non troveranno più giustificazione da oggi in avanti”.












