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Migranti, 2 mila migranti sbarcati nelle ultime 24 ore a Lampedusa. Il sindaco Martello a Il Dolomiti: ''La soluzione non si trova con slogan politici e fomentando odio''

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, sta seguendo in queste ore la raffica di sbarchi che interessano le coste italiane. "Siamo preoccupati per la tenuta dell'hotspot. Il governo deve fare qualcosa" spiega al Dolomiti. "Se dalla Tunisia arrivano barche con 30, 40 persone, ora dalla Libia arrivano barconi con centinaia di migranti" 

Foto tratta da internet/archivio
Di Giuseppe Fin - 10 May 2021 - 12:45

LAMPEDUSA. Sono barconi enormi, arrugginiti pieni zeppi di persone, di drammi ma anche di tanta speranza. Nelle ultime ore hanno fatto arrivare a Lampedusa oltre 2 mila persone. Decine di sbarchi per la gran parte provenienti dalla Libia e l'allarme migranti in Italia è tornato a salire. Una escalation che ormai va avanti da qualche giorno e che ripresenta un problema che il nostro Paese non è riuscita a risolvere.

 

“Questo non è un problema che riguarda solamente la nostra gente di Lampedusa ma riguarda tutta l'Italia. Sto sentendo in queste ore interventi di politici che sono ancora una volta solo slogan e in alcuni casi fomentano inutilmente odio. Se l'Italia e il suo Governo non sono capaci di affrontare in maniera seria e concreta la questione è impossibile confrontarsi con l'Europa”. Ne è certo il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che proprio in queste ore sta seguendo la raffica di sbarchi che stanno avvenendo sulle coste della Sicilia. Ce lo spiega al telefono mentre è impegnato ai trasferimenti dei primi migranti sulle navi quarantena.

 

Fortunatamente l'hotspot della piccola isola siciliana è riuscito a reggere l'urto ma la preoccupazione continua ad essere tanta. Nel corso dell'ultima notte sono 635 i migranti arrivati a bordo di 4 barconi a Lampedusa. Poco prima di mezzanotte una motovedetta della Capitaneria ha soccorso un peschereccio con a bordo 352 persone, di varie nazionalità, a 9 miglia dalla maggiore delle Pelagie. Successivamente un motovedetta ha preso a bordo altri 87 uomini intercettati a 15 miglia. Attorno alle 3.30 sono approdati 101 migranti, fra cui 10 donne e 3 bambini, soccorsi nel Canale di Sicilia. Contemporaneamente sono arrivati altri 95 immigrati, fra cui 3 donne e 5 bambini portando complessivamente a 2.128 gli arrivi. E' ripresa la rotta libica.

 

“Lo avevo già detto che questa rotta sarebbe ripresa e che preoccupava – spiega il sindaco di Lampedusa – perché dalla Tunisia partono barchette con 30 – 40 persone mentre dalla Libia vediamo arrivare dei barconi molto più grandi con centinaia di persone ammassate”. Ci sono uomini, bambini e donne di tutte le età. “Alcuni abbiamo dovuti lasciarli al molo questa notte perché all'hotspot in quel momento non ci stavano per le procedure di identificazione” spiega Totò Martello.

 

La capienza massima dell'hotspot di Lampedusa si aggira sulle 300 – 400 persone. I numeri forniti variano ma di certo sono ben inferiori rispetto alle tantissime persone sbarcate nelle ultime ore. “Se parliamo solo di pernottamento possiamo arrivare anche fino a 600 persone – ci spiega Martello – ma la struttura viene usata per l'identificazione dopo gli arrivi e l'attesa prima dei trasferimenti”.

 

All'alba di questa mattina è approdata la nave Speldid nella quale sono stati trasferiti 375 migranti per 10 giorni in quarantena. Successivamente sempre in mattinata sono arrivate altre navi. La Prefettura di Agrigento lavora senza sosta al piano di trasferimenti per svuotare l’hotspot di contrada Imbriacola, arrivato al collasso in pochissimo tempo a dimostrazione della quantità di arrivi. “Alcuni dei migranti stavano male – ci spiega il sindaco di Lampedusa – e sono stati portati ospedale. Ora stiamo procedendo ancora con i trasferimenti in massima sicurezza”.

 

Dopo l'escalation degli sbarchi nelle ultime ore la preoccupazione è tanta. “Fino a quando le strutture che abbiamo riusciranno a reggere a questo sistema?” si chiede Martello che ha chiesto al Governo italiano di intervenire. “La prima cosa che ho chiesto al Governo Draghi - ci spiega – è che la questione migrazione sia messa in agenda. L'Italia è uno dei Paesi che non ha sottoscritto il Global Compact for Migration e quando assistiamo ad una raffica di sbarchi allora ritorna l'emergenza e se ne parla. Così non può andare perché non possiamo pensare di gestire questa situazione dal punto di vista solo emergenziale”.

 

E Totò Martello rimanda al mittente le polemiche politiche. “Questi problemi si devono affrontare spogliandosi dell'appartenenza politica – conclude il sindaco – perché solo in questo modo riusciamo a trovare una strategia condivisa con la quale poi andare davanti all'Europa”.

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