Minacce di morte e atti persecutori a Bassetti, 9 no vax perquisiti: c'è anche la Digos di Trento in azione
L'indagine, più ampia, diretta dalla Procura di Genova e condotta dalla Digos del capoluogo ligure, ha permesso di identificare 36 persone, responsabili a vario titolo dei reati di istigazione a delinquere, atti persecutori, minaccia aggravata, diffamazione e molestie

TRENTO. Perquisizioni per nove no vax tra Genova, Trento, Avellino, Lecce, Milano, Modena, Napoli e Parma accusati di ''atti persecutori in concorso ai danni del noto virologo genovese Matteo Bassetti''. L'indagine, più ampia, diretta dalla Procura di Genova e condotta dalla Digos del capoluogo ligure, ha permesso di identificare 36 persone, responsabili a vario titolo dei reati di istigazione a delinquere, atti persecutori, minaccia aggravata, diffamazione e molestie.
I fatti sono noti ed emersi anche sui media nazionali. Minacce di morte, insulti pesantissimi a lui e alla famiglia del noto virologo che qualche settimana fa era stato anche tra i primi firmatari di una petizione lanciata da Assoutenti, storica associazione dei consumatori italiana. I firmatari chiedevano provvedimenti in grado di contrastare la diffusione del Sars-Cov-2 sottolineando come il vaccino avesse già dato prova di grande efficacia nella riduzione del contagio e nel contenimento degli esiti sulla salute dei contagiati. Proprio per questo era stato lanciato un appello alle massime autorità dello Stato, fra cui Mario Draghi, affinché si adoperassero per favorire l’approvazione di una legge che introducesse l’obbligo vaccinale universale, prevedendo rigorosi protocolli vaccinali a tutela della salute della persone sottoposte a tale obbligo e forme di indennizzo per i vaccinati con reazioni avverse gravi e gravissime.
Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, poi è uno di quei virologi in prima linea anche sui media ed è, quindi, volto molto conosciuto per il suo impegno a favore della scienza e contro le posizioni a-scientifiche e al limite dell'imbarazzante portate avanti dal popolo no-vax. E così era stato vittima della violenza verbale, di minacce e pressioni insopportabili (su un autobus di Genova era apparsa la scritta ''a morte Bassetti'' e nei gruppi Telegram dei no-pass/no-vax si invitavano gli utenti a bombardarlo di insulti sul cellulare, dopo che ne avevano diffuso il numero).
Le perquisizioni in corso vedono il coinvolgimento, oltre che della Digos di Genova, anche delle Digos di Trento, Avellino, Lecce, Milano; Modena; Napoli e Parma con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e la collaborazione dei Compartimenti di Polizia Postale territorialmente competenti.














