Minacce al governatore Fugatti per la gestione della fauna selvatica, 30 persone identificate e 3 denunce
Per una persona è stato disposto anche il divieto di ritorno a Trento per tre anni. L'attività degli investigatori sta proseguendo

TRENTO. Non si ferma l'importante lavoro portato avanti dagli investigatori per individuare gli autori di minacce e offese indirizzate al governatore Maurizio Fugatti.
L'attività di Digos e Polizia postale, viene spiegato dalla Questura, ha portato all'identificazione di trenta persone, tre denunce per minacce e un divieto di ritorno a Trento per tre anni.
Le minacce al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, sono arrivate in merito alla gestione della fauna selvatica e alla decisione di abbattimento dell'orso M90.
L'approfondita attività amministrativa portata avanti in questi mesi sta continuando.
Già in passato il governatore Fugatti era rimasto vittima di minacce e insulti con scritte che era accompagnate da simboli che richiamano le Br e il movimento No Tav. Nell'agosto dello scorso anno sempre le forze dell'ordine erano riuscite ad individuare il presento responsabile di alcuni episodi (QUI L'ARTICOLO).
“Desidero ringraziare il Commissariato, la Questura con particolare riferimento a Digos ed esperti informatici e in generale le forze dell’ordine per l’attività investigativa a tutela della mia persona”. Il presidente della Provincia commenta così la notizia diffusa dell’identificazione degli autori delle minacce e offese veicolate tramite social dopo le ultime decisioni assunte in ordine alla gestione dei grandi carnivori in Trentino.
“Ritengo occorra riportare dentro il solco della ragionevolezza e della misura quello che sta accendendo da ormai troppo tempo - aggiunge il presidente - non tanto per un fattore personale, ma soprattutto perché l’esercizio della democrazia significa assumersi responsabilità che vanno al di là dell’interesse del singolo o di singoli gruppi. Responsabilità e decisioni che a volte sono difficili e scomode ma che è giusto impegnarsi a sostenere. Ecco perché il lavoro delle forze dell’ordine è prezioso ed è preziosa la testimonianza che riescono a dare anche in questo frangente, a difesa della legalità e del confronto civile”.


















