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Trento
28 febbraio | 05:01

''Sono tra quelli che hanno ricevuto un provvedimento per minacce a Fugatti. Vi racconto perché ora per 3 anni non posso più venire a Trento e perché farò ricorso''

Negli scorsi giorni la Questura ha comunicato che le indagini seguite alla manifestazione degli animalisti a Trento ha portato all'identificazione di 30 persone, tre denunce per minacce e un divieto di rimettere piede a Trento per prossimi tre anni. Un'attivista: "Provvedimento sproporzionato e farò ricorso, anche alla Questura della mia città si sono messi a ridere"

TRENTO. Due denunce e l'impossibilità di raggiungere Trento per ben 3 anni. Una sanzione indubbiamente pesante che ricorda quelle che vengono erogate per crimini molto gravi. Le accuse? Sarebbero incitamento a infrangere la legge con il rischio di provocare scontri tra manifestanti e forze dell'ordine e l'aver offeso un agente di polizia. E' quanto si è vista recapitare un'attivista abruzzese dopo aver partecipato al corteo organizzato nel capoluogo per contestare la Provincia dopo l'uccisione di M90 in val di Sole e per protestare contro la legge modificata per comprendere la possibilità di abbattere 8 esemplari all'anno, purché confidenti o pericolosi sulla base del piano Pacobace.

 

Negli scorsi giorni la Questura ha spiegato che gli investigatori hanno portato avanti una serie di indagini per individuare gli autori di minacce e offese indirizzate al governatore Maurizio Fugatti. L'attività della Digos e della polizia postale ha così portato all'identificazione di 30 persone, tre denunce per minacce e un divieto di rimettere piede a Trento per prossimi tre anni.

 

"E' una situazione inaspettata e la prima volta che mi capita in tutti questi anni di attivismo", spiega la ragazza al centro di una serie di provvedimenti disposti dalla Questura di Trento. "Naturalmente l'intenzione è quella di procedere con il riscorso per il foglio di via mentre per le denunce aspettiamo l'archiviazione".

 

Nel mirino alcuni attivisti delle associazioni animaliste. "Questi procedimenti non sono chiari - commenta l'attivista - per ora le notifiche sono arrivate solo a me, aspettiamo di avere in mano tutto il materiale". I fatti risalgono all'ultima manifestazione organizzata nel capoluogo. Gli attivisti avevano deciso di raggiungere Trento per protestare contro l'uccisone, in poche ore dal decreto all'esecuzione, di M90 (responsabile di aver seguito per centinaia di metri una coppia di escursionisti) e contro la modifica della legge, soprannominata "ammazza-orsi" dalle associazioni animaliste, che prevede la possibilità di rimuovere fino a 8 orsi all'anno.

 

Sicuramente la tensione è stata molta tra le vie del centro cittadino ma cosa sarebbe successo? A spiegarlo l'attivista che ora si trova a dover fare i conti con due denunce e un foglio di via per tre anni da Trento. "Non è successo nulla di così grave. Il primo fascicolo è stato aperto per istigazione a infrangere la legge".

 

Il corteo è arrivato alla rotatoria di piazza Venezia e "lì ci siamo fermati perché era prevista la commemorazione delle Foibe, un'iniziativa di cui non eravamo a conoscenza", continua. "Ci è stato inoltre comunicato che sarebbe passato nelle vicinanze anche il presidente Fugatti per un evento". Nel frattempo a passare è stato il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, e comunque è partita la contestazione.

 

"E non c'è differenza visto che i sindaci trentini supportano e sostengono le scelte della Provincia. La contestazione è durata cinque minuti in totale e con il microfono ho chiesto agli attivisti di spostarsi sull'altro lato rispetto alla rotatoria. Non si sono corsi rischi particolari, non ci sono stati contatti con le forze dell'ordine o particolari situazioni di aggressività. Siamo i primi a scoraggiare minacce o altro a figure pubbliche o ai loro familiari perché è un modo stupido per essere denunciati". 

 

La richiesta di cambiare lato è però costata la prima denuncia. "Un'infrazione per incitamento a infrangere la legge. E' vero, ci siamo spostati per rassicurare alcuni attivisti preoccupati dalla situazione ma non abbiamo deviato il percorso concordato". E' stato in quei minuti che un agente della Digos si sarebbe avvicinata all'attivista e "l'ho mandato affanc**o al microfono perché è venuto a parlare in modo aggressivo".

 

La vicenda sembrava chiusa e invece, una volta rientrata a casa la scoperta delle denunce e del foglio di via. "A Trento non sono stata nemmeno identificata sul posto", conclude l'attivista. "E' stata la Questura della mia città a convocarmi per le notifiche del caso: si sono messi pure a ridere per l'assurdità delle contestazioni".

 

L'attivista intende rivolgersi al Tar, ma è probabile che il foglio di via sarà ancora pendente il prossimo 4 marzo quando è attesa un'altra manifestazione delle associazioni animaliste, quel giorno si discuterà infatti della legge che prevede la rimozione fino a 8 orsi all'anno. "Farò sicuramente ricorso perché è un provvedimento, per quanto mi riguarda, sproporzionato rispetto a quanto è successo in quella giornata".

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