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Trento
21 luglio | 16:38

Orsi, nuova ordinanza per abbattere Kj1 e nuovi ricorsi degli animalisti. Leal: “Un muro a muro per la tutela degli animali”. Oipa: “Una corsa contro il tempo”

Continuano i ricorsi degli animalisti dopo la nuova ordinanza di abbattimento per Kj1 firmata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti: “Ci preoccupa – dice il presidente di Leal Gian Marco Prampolini – l'accanimento della Pat nei confronti dei plantigradi e della fauna selvatica”. L'Oipa: “La legge provinciale 'ammazzaorsi' è oggetto di una procedura Pilot innanzi alla Commissione europea”

Orsi, nuova ordinanza per abbattere Kj1 e nuovi ricorsi degli animalisti

TRENTO. Continua il braccio di ferro tra animalisti e Provincia di Trento in merito alla gestione degli orsi sul territorio. Dopo una prima ordinanza firmata dal presidente della Pat, Maurizio Fugatti, per l'abbattimento dell'orsa ritenuta responsabile dell'attacco ai danni di un turista francese nella zona di Dro, provvedimento bloccato dal Tar dopo un primo ricorso delle associazioni, con la conferma genetica sull'identità dell'esemplare (Kj1) che ha aggredito l'uomo da Piazza Dante è arrivata infatti una nuova ordinanza, alla quale si sono nuovamente opposte le associazioni animaliste (Qui Articolo).

 

Al ricorso al Tar della Lav (“le zone che attraversano le mamme orse con piccoli al seguito – ha scritto l'associazione – sono indicate sul sito della Provincia, possono quindi essere chiuse al passaggio umano già da ora. Questo garantirebbe subito e senza spargimento di sangue innocente, sicurezza a cittadini, turisti e selvatici”) si è aggiunto un provvedimento firmato Leal: “L'associazione – scrivono i responsabili – apprende che Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, ha emesso una seconda ordinanza di abbattimento nei confronti dell'orso dopo sole poche ore dall'accoglimento del Tar del ricorso ante causam di Leal. L'orso nel mirino della Provincia è accusato di aver ferito un turista francese”.

 

“Ho dato immediato mandato al nostro ufficio legale – precisa Gian Marco Prampolini, presidente Leal – di depositare un ricorso con cautelare. Ci preoccupa l'accanimento della Provincia di Trento nei confronti dei plantigradi e della fauna selvatica. La Provincia sta patologizzando quello che dovrebbe essere un normale e corretto rapporto di convivenza tra animali umani e animali selvatici. Sarà un muro a muro che dobbiamo affrontare per la tutela degli animali”.

 

Un ulteriore ricorso sarà presentato al Tribunale di giustizia amministrativa di Trento da parte dell'Organizzazione internazionale protezione animali, contro “l'ennesima ordinanza di abbattimento, questa volta si tratta di una mamma orsa di 22 anni, la più anziana del Trentino, con i cuccioli al seguito, KJ1, che nella sua vita non ha mai creato alcun problema”.

 

“Ricomincia una corsa contro il tempo – scrive l'associazione – per fermare la caccia all'orsa e la sua uccisione, che speriamo non sia già avvenuta. Invece di prendere provvedimenti incruenti per mettere in sicurezza gli escursionisti e gli stessi plantigradi, Fugatti preferisce la rappresaglia e la violenza, lasciando sgomente non solo le associazioni protezionistiche ma anche la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica a livello nazionale”.

 

“Siamo di nuovo allo spietato mandato di uccidere un orso che fa l'orso. Un'altra reazione 'corpo a corpo': l'unica risposta che sembra conoscere il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che invece di favorire e promuovere una serena convivenza con i plantigradi, come fanno altri amministratori, vuole vedere morto un animale che ha attaccato in un contesto ancora non chiaro. L'Oipa ricorda che la legge provinciale 'ammazzaorsi' è oggetto di una procedura Pilot innanzi alla Commissione europea e potrebbe essere incostituzionale anche per violazione dell'articolo 9 della Carta costituzionale”.

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