Dagli esemplari scomparsi, morti o abbattuti alla legge ammazza-orsi, dalle minacce all'epigrafe per M90: oggi Trento blindata per la manifestazione degli animalisti
Intensificate le misure di sicurezza in città, oggi la manifestazione delle associazioni animaliste dopo l'abbattimento di M90 negli scorsi giorni

TRENTO. Intensificate le misure di sicurezza per la manifestazione e rafforzata quella di protezione per le figure che hanno dato semaforo verde all'abbattimento di M90, in primis il presidente Fugatti. Si annuncia una città blindata per il corteo delle associazioni animaliste che si danno appuntamento a Trento per protestare contro "la strage di orsi" e la legge in approvazione da parte della Provincia. E spunta anche un epigrafe per M90, diventata virale e che accende ulteriormente la tensione.
La scelta di abbattere il plantigrado ha ulteriormente inasprito gli animi. Nel mirino delle sigle animaliste anche il modo con cui si è arrivati alla rimozione di M90 e le poche ore trascorse tra la firma del decreto e la comunicazione di avvenuta esecuzione delle disposizioni provinciali. Un'operazione "facilitata" dal radiocollare.

Oltre il caso specifico, la manifestazione affronta la gestione dei grandi carnivori nel suo complesso. "Sono 62 gli orsi trentini uccisi, catturati o scomparsi negli ultimi 23 anni - spiegano gli animalisti - secondo le stime effettuate dagli attivisti di StopCasteller sulla base dei dati diffusi dalla Provincia. Il computo inizia dal 2000, il primo anno dopo la liberazione dei primi due esemplari provenienti dalla Slovenia nell'ambito del progetto Life Ursus".
Complessivamente, secondo gli animalisti, si registrano 9 orsi scomparsi, 16 esemplari morti per cause sconosciute, 8 per predazione da parte di un altro plantigrado e 7 per cause naturali o investimenti. Sono invece 6 quelli abbattuti, tra cui figura anche M90, ucciso il 6 febbraio scorso.
Nel conteggio figurano anche Jj1, ucciso in Baviera nel 2006, l'orsa Jurka, catturata nel 2010 e poi trasferita in un parco naturale in Germania, e Daniza, l'esemplare ucciso nel 2014 per errore durante la fase di cattura. Non mancano M49, l'orso scappato due volte dal Casteller dove si trova tutt'ora con Jj4, responsabile dell'uccisione del 26enne Andrea Papi lo scorso 5 aprile nei boschi del Monte Peller in val di Sole.
Giorni ad alta tensione con le dure reazioni degli ex ministri Costa e Brambilla, ma anche la "freddezza" di Gilberto Pichetto Frattin: l'attuale titolare all'ambiente ha evidenziato che l'abbattimento di un plantigrado non può essere l'unica soluzione in campo. Le polemiche, e le minacce, hanno travolto anche Ispra per il parere positivo sulla rimozione dell'esemplare tanto che il braccio tecnico del ministro si è trovato costretto a dover chiarire il proprio ruolo e giustificare le indicazioni fornite alla Provincia.
Nelle varie audizioni che si sono svolte in Terza Commissione provinciale, c'è stata anche quella del Comitato “Insieme per Andrea Papi” durante la quale il presidente Pierantonio Cristoforetti ha messo nero su bianco, come riportato da il Dolomiti, alcune criticità che vanno dai 'limiti per gli abbattimenti' oppure la parola 'può' al posto di 'ordina', aspetti che renderebbero il provvedimento peggiore della legge Rossi in vigore attualmente.
Intanto la Provincia ha ribadito la legittimità della scelta ("Ci siamo mossi con trasparenza e seguendo le norme. Il problema è risolto per M90, ma sappiamo che la pressione è forte"), così come la bontà della legge in approvazione ("E' migliorativa, c'è un'impostazione e il governo non impugna la norma. Chiaro che se fosse stato scritto 60 esemplari da abbattere allora eravamo tutti più contenti"), recependo in parte lo studio di Ispra, dispone la possibilità di rimuovere fino a 8 esemplari all'anno, sempre però come base di partenza il piano Pacobace.
Una polarizzazione con l'hashtag "Boicotta il Trentino" che è ritornato in trend. Non ci sono, almeno per ora, ripercussioni sul turismo. La stagione invernale viaggia su dinamiche diverse rispetto a quella estiva. E non è ancora stato messo a regime il tavolo orso, anche se probabilmente la comunicazione, almeno nei prossimi mesi, potrebbe venire rafforzata.
"Non siamo preoccupati - spiega l'assessore Roberto Failoni - comunque prevediamo un'organizzazione speciale e il coordinamento con i Comuni, le Comunità di valle, le imprese e così via. Non ci sono ripercussioni e questa situazione non ci fa pensare in maniera negativa. Anche l'estate 2023 è andata bene, i dati sono stati eccellenti".
La contrapposizione comunque è sempre più netta tra le parti. Le associazioni animaliste annunciano denunce per "uccisione di animale" e azioni in tribunale mentre è diventata virale anche un'epigrafe dal contenuto non esattamente edificante, per M90 nella quale "gioiscono agricoltori, allevatori, apicoltori e cacciatori". L'aria è tesa. E per questo il Comitato provinciale dell'ordine e sicurezza pubblica, come anticipato nelle scorse ore, ha deciso di intensificare gli sforzi per garantire la sicurezza di partecipanti e cittadini, così come assicurare l'ordinario svolgimento della manifestazione.

Rafforzate anche le misure di protezione e di vigilanza delle personalità istituzionali coinvolto nell'abbattimento di M90. "Le misure di sicurezza individuate mirano a garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni all'interno di una cornice di sicurezza, consentendo una partecipazione pacifica e nel rispetto dei principi e dei valori che formano l'ordinamento”.
















