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Tra 'limiti agli abbattimenti' e la parola 'può' al posto di 'ordina', il Ddl 'ammazza-orsi' di Fugatti peggiora la legge Rossi. Cristoforetti: ''Chiediamo maggiore trasparenza''

La legge provinciale 9 del 2018, voluta dall'allora governatore Ugo Rossi e dall’assessore Michele Dallapiccola rischia di essere modificata da un dispositivo peggiore. In Terza Commissione ieri la discussione sul disegno di legge voluto da Fugatti e Failoni, Cristoforetti: "Definire che l'intervento su 8 esemplari possa essere un intervento risolutivo in termini di sicurezza pare quasi un azzardo”

Di G.Fin - 09 febbraio 2024 - 05:01

TRENTO. “Il nuovo disegno di legge? Ci chiediamo per quale motivo non sia stato fatto assieme alla Provincia di Bolzano come Ugo Rossi fece nel 2018. Quella norma ha resistito davanti ad una impugnazione dello Stato, è bene essere chiari: a livello nazionale il Trentino è sottoposto in questi giorni ad una gogna mediatica e dobbiamo avere dispositivi legislativi inoppugnabili”. Le parole sono quello di Pierantonio Cristoforetti, presidente del comitato “Insieme per Andrea Papi” a margine dell'audizione che si è tenuta in Terza Commissione provinciale dove si è iniziato a discutere sul disegno di legge numero 11 dell’assessore Failoni sulla modifica della legge provinciale 9 del 2018. Si tratta del provvedimento tanto discusso in queste settimane nel quale è previsto l'abbattimento fino a 8 orsi all'anno. 

 

Il comitato “Insieme per Andrea Papi” ieri in Commissione ha presentato un importante documento nel quale vengono messi nero su bianco quali sono i nodi cruciali che devono essere migliorati del ddl Failoni che, per come è stato scritto, rischia addirittura di essere molto più limitativo rispetto il provvedimento approvato nel 2018 e proposto dall'ex governatore Ugo Rossi. 

 

Trento e Bolzano insieme nel 2018 per la legge 9
La legge provinciale 9 del 2018, realizzata dall'allora governatore Ugo Rossi e da Michele Dallapiccola, avallata successivamente anche dalla Corte Costituzionale, permetteva già di abbattere lupi e orsi 'problematici'.

 

Una delle caratteristiche di questa legge era l'elaborazione avvenuta a “quattro mani” tra la provincia di Trento e quella di Bolzano. Aspetto che  Pierantonio Cristoforetti ha voluto sottolineare. “La legge numero 9 – ha spiegato – ha resistito all'impugnativa dinnanzi alla Suprema Corte. Vorremmo capire  se le due Province su questo tema stanno ancora percorrendo una strada comune perché sarebbe una condizione importante di maggiore sicurezza”. 

 

“Ordina” - “Può”
Nella legge del 2018 è scritto: “Quando il Presidente della Provincia ordina il prelievo, la cattura o l'uccisione di esemplari delle specie previste dal comma 1 nell'ambito dei propri poteri di adozione di provvedimenti contingibili e urgenti previsti dall'articolo 52 dello Statuto di autonomia, l'ordine è dato ed eseguito senza necessità di acquisire il parere previsto dal comma 1”.

Questo comma, ha spiegato il comitato “Insieme per Andrea Papi” , sparisce nel nuovo disegno di legge e la frase diventa “può disporre l'abbattimento dell'esemplare”. “L'abrogazione – spiega Cristoforetti – del comma 1 bis che richiama l'articolo 52 dello Statuto appare come un indebolimento del ruolo del presidente della Provincia”. In poche parole la nuova legge voluta e tanto sbandierata da Fugatti rischia, paradossalmente, di essere meno efficace di quella precedente di Ugo Rossi e Michele Dallapiccola. 

 

“Un massimo di otto orsi all'anno” 
L'aver inserito il numero massimo di abbattimenti possibili all'anno è un ulteriore limite rispetto alla precedente normativa. Nonostante Fugatti e Failoni abbiano voluto recepire in qualche modo uno studio fatto da Ispra, ne è uscita una proposta di legge con maggiori paletti rispetto la precedente. 

“Per l'esame della valutazione del numero di esemplari che possono essere oggetti di 'possibili opzione gestionali'  definito ora in 8 unità – spiega Cristoforetti – non essendo nota l'analisi demografica condotta da Ispra nel 2023 richiamata dalla proposta di legge, risulta difficile poter dare un parere in quanto non si comprende se il numero di 8 orsi sia stato valutato per il contenimento in via generale della popolazione e se sia fatta una stima dei possibili esemplari che possono assumere comportamenti pericolosi per le persone. E' necessario capire che modello valutativo è stato utilizzato perché in presenza di una situazione tanto pericolosa per l'incolumità delle persone che abitano nelle nostre valli, definire che l'intervento su 8 esemplari possa essere un intervento risolutivo in termini di sicurezza pare quasi un azzardo”.

 

Poca trasparenza sull'abbattimento di M90
Da parte del comitato “Insieme per Andrea Papi” si è puntato il dito anche contro la poca trasparenza su alcune azioni messe in campo nei confronti degli orsi. Non si sa dove è stato abbattuto M90 e anche le indicazioni sul luogo del prelievo di Jj4 non erano corrette. 

Non si risolvono i problemi nascondendo la polvere sotto il tappeto” hanno concluso i referenti del comitato che ha voluto anche ribadire la necessità di “Lavorare tutti assieme per la sicurezza della comunità a beneficio di tutto il territorio”.

 

Sempre nel corso della Terza Commissione a sottolineare le criticità contenute nel nuovo disegno di legge Fugatti- Failoni è stata la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri. Per il consilgiere Daniele Biada (FdI), invece, il ddl è un primo passo verso la soluzione. Da parte di diverse categorie economiche è stata invece sottolineata la necessità di non trascurare la prevenzione.

 

 

 

 

 

 

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