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Morso da una vipera, cagnolone si sente male. Il proprietario chiama i soccorritori ed interviene il veterinario

Il cane di grossa taglia è stato morso all'altezza del Lago Scuro. Sono intervenuti i soccorritori e i vigili del fuoco di Campiglio. Ecco i consigli da seguire in caso di incidenti simili

Foto di Karol Tabarelli de Fatis
Pubblicato il - 22 settembre 2021 - 19:18

MADONNA DI CAMPIGLIO. Stava passeggiando con il suo padrone nella zona del lago Scuro quando il grosso cane ha notato dei movimenti tra i sassi e l'erba e con il muso si è avvicinato per capire cosa fosse. In un attimo il serpente (con tutta probabilità proprio una vipera) l'ha morso e l'animale ha poco dopo mostrato dei segni di cedimento.

 

Fortunatamente il proprietario aveva già allertato il 112 e in poco tempo sul posto sono giunti sul posto i sanitari. A quel punto il cane è stato stabilizzato e i vigili del fuoco di Madonna di Campiglio lo hanno portato a Pinzolo dove con il siero è stato salvato dal veterinario

 

Sembra, dunque, che si sia concluso tutto per il meglio quest'oggi in Val Nambrone come d'altronde era successo qualche settimana a un husky anche lui morso da una viperanel territorio di Saviore dell'Adamello, sul versante bresciano del parco. Dopo quell'evento avevamo provato a capire come comportarsi in casi del genere. 

 

Il presidente dell'ordine dei medici veterinari del Trentino Marco Ghedina ci aveva spiegato quali sono le misure da adottare per la sicurezza dei nostri amici a quattro zampe durante un'escursione o una semplice passeggiata: “Fondamentale tenere sempre i cani al guinzaglio e munirsi di bande elastichekit anti-morso cortisone”. Con l'arrivo della bella stagione infatti, diceva Ghedina, si moltiplicano le situazioni di pericolo per i cani. “Nel territorio trentino sono diverse le minacce per i nostri animali – spiega il veterinario – a partire da quelle rappresentate da insetti velenosi come apicalabronivespescorpioni e alcune specie di formiche”. In questo caso infatti, dice il presidente dell'ordine dei medici veterinari del Trentino, è grande il rischio di shock anafilattico, in particolare per gli animali che sono già stati punti nei giorni e nelle settimane precedenti.

 

“Io consiglio sempre di portarsi dietro un paio di fialette di cortisone da iniettare intramuscolo – dice Ghedina – sia per scongiurare il rischio di shock anafilattico che per ridurre eventuali gonfiori da puntura che, se si verificano per esempio nelle vie aeree, possono provocare anche asfissia”. Diversa invece la problematica legata alle vipere il cui veleno, più che provocare gravi reazioni allergiche, è pericoloso per la sua natura emotossica.

 

“Le specie di vipere diffuse sulle Alpi - aggiungeva - sono le più velenose ed è importante distinguerle da serpenti non pericolosi: le prime infatti si distinguono per essere piuttosto tozze, per la testa schiacciata forma di triangolo e per il foro pupillare verticale. Le pericolosità del morso dipende da diversi fattori, in primo luogo dalla quantità di veleno inoculato (spesso infatti le vipere mordono 'per avvertimento' senza inoculare veleno), dalla grandezza dell'animale morso e dalla zona in cui i denti affondano nella carne”.

 

In superficie infatti, spiegava Ghedina, e nelle zone più adipose la diffusione del veleno è molto più lenta: “Il problema con i cani però è che spesso l'area più esposta è quella del muso, dove invece sono presenti nasolabbra lingua, parti del corpo di norma molto irrorate di sangue”. In questo caso, sottolineava il veterinario, il tempo 'limite' per portare il proprio animale in una clinica veterinaria è di circa due ore.

 

“Il veleno della vipera è emotossico – continuava Ghedina – in pratica distrugge globuli rossi. Si possono però attuare immediatamente delle manovre salvavita, come un bendaggio compressivo che limiti il più possibile la circolazione del veleno. In questo caso è però preferibile utilizzare bande il più larghe possibile, per evitare danni ai tessuti o ai nervi dell'animale. Esistono poi dei kit anti-morso acquistabili in farmacia, che contengono una pompetta vuoto per aspirare il veleno nel punto di inoculo”.

 

Fondamentale però, concludeva il veterinario, è portare al più presto il cane morso in una clinicaevitando il più possibile che si muova per ridurre la circolazione del veleno. “Se è possibile prendetelo in braccio o trascinatelo all'interno di una giacca o con una barella improvvisata chiamate subito soccorsi. Ricordiamoci però che per la vipera il veleno è fondamentale e se può eviterà di 'sprecarlo' con prede che poi non potrà mangiare, come per esempio i cani”.

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