Droga nei parchi in città: cane in overdose dopo aver ingerito sostanze stupefacenti e salvato dal veterinario, ecco i consigli per agire tempestivamente in questi casi
L'animale, dopo aver manifestato i primi sintomi di intossicazione, è stato portato in clinica e le analisi hanno confermato il sospetto. Il medico veterinario e presidente della Lega nazionale per la difesa del cane di Trento Luca Lombardini: "Le conseguenze possono essere anche letali, in questi casi è fondamentale intervenire tempestivamente"

TRENTO. Un cane è stato salvato dal veterinario perchè finito in overdose dopo aver ingerito, mentre stava passeggiando con il suo padrone, alcune sostanze stupefacenti.
Il fatto è avvenuto a Trento, al Parco di Gocciadoro, e la segnalazione è arrivata nei giorni scorsi: l'animale domestico, dopo aver manifestato i primi sintomi di intossicazione, è stato portato in una clinica veterinaria e, dopo le prime cure ricevute, le analisi hanno confermato il sospetto del proprietario.
L'aspetto preoccupante è che, da quanto si apprende, non si tratterebbe di un caso isolato: come conferma a il Dolomiti Luca Lombardini, medico veterinario e presidente della Lega nazionale per la difesa del cane di Trento – l'associazione che gestisce il canile cittadino – “nella gestione delle emergenze veterinarie in città si sono verificati diversi casi di intossicazione da sostanze stupefacenti, molte delle quali in ambito domestico. Ma non solo, alcuni casi sono avvenuti durante passeggiate esterne, principalmente nelle zone di Piedicastello, di Santa Maria Maggiore e al quartiere Le Albere”.
Alcuni cani, spiega Lombardini, hanno ingerito ovuli contenenti eroina e cocaina e si è dovuto intervenire tempestivamente, dopo la comparsa dei primi sintomi, per curarli.
“La sintomatologia non è immediata, dal momento che la sostanza prima di agire deve essere assorbita dall'organismo – specifica il medico veterinario – e quindi può comparire anche a distanza di alcune ore”.
Il consiglio è dunque quello, nel caso in cui si sospetti che il proprio animale possa essere entrato in contatto con degli stupefacenti, di recarsi immediatamente dal veterinario: “Se si interviene entro l'ora e mezza dall'ingestione è infatti possibile indurre il vomito farmacologicamente o, nei casi più gravi, procedere con una lavanda gastrica”.
Venendo ai possibili sintomi, Lombardini spiega che questi possono essere diversi a seconda della sostanza: “Vale sempre e comunque la regola dose-effetto, e ad incidere è anche il peso dell'animale, e bisogna fare quindi attente valutazioni: le sostanze cannabinoidi possono causare ottundimento nell'ambito sensoriale, con l'animale che può sviluppare apatia, manifestando inoltre nausea e dolori addominali. Se ad essere ingerita è invece, ad esempio, della cocaina, possono insorgere iperattività, dilatazione delle pupille e ipersensibilità alla luce e ai rumori”
Nonostante in città non si siano registrati finora decessi di animali in frangenti analoghi, il consiglio di Luca Lombardini è quello di prestare sempre grande attenzione a quello che ingerisce il cane, magari valutando la possibilità di utilizzare una museruola o di tenerlo al guinzaglio se ci si trova in zone considerate a rischio: “Le conseguenze, in caso le dosi di sostanza stupefacente ingerita fossero ingenti, potrebbero infatti essere anche letali, portando l'animale a sviluppare sovraeccitazione, aritmie cardiache, con possibili collassi o addirittura infarti”.












