''Non si reggeva sulle zampe, camminava a onde, piangeva in preda alle allucinazioni'', il cane Giallo ingerisce dell'hashish al parco e scatta la corsa dal veterinario
E' successo al parco di Gocciadoro dove già in passato si erano verificate situazioni simili. L'appello: ''State attenti e passate parola. Giallo pesa 36 chili ma se succede a un cagnolino più piccolo finisce al creatore''

TRENTO. ''I sintomi si sono manifestati circa 3 ore dopo l'uscita. Giallo non si reggeva sulle zampe, camminava a onde, piangeva (il veterinario ci ha detto che probabilmente aveva delle allucinazioni) e si guardava intorno come se non riconoscesse i luoghi e anche me stessa''. Poi subito dopo c'è stata la corsa dal veterinario e sono iniziati i tentativi di salvare il cagnolone che con buona probabilità aveva ingerito dell'hashish durante la passeggiata al parco di Gocciadoro a Trento.
Un fatto molto meno raro di quanto si possa immaginare. Solo un anno fa riportavamo la voce del presidente della Lega nazionale per la difesa del cane di Trento – l'associazione che gestisce il canile cittadino –e medico veterinario Luca Lombardini che interveniva proprio dopo che un cagnolino era finito in overdose dopo un evento simile a quello accaduto al cane Giallo sempre a Gocciadoro.
“Nella gestione delle emergenze veterinarie in città - spiegava Lombardini - si sono verificati diversi casi di intossicazione da sostanze stupefacenti, molte delle quali in ambito domestico. Ma non solo, alcuni casi sono avvenuti durante passeggiate esterne, principalmente nelle zone di Piedicastello, di Santa Maria Maggiore e al quartiere Le Albere”. Alcuni cani, spiegava Lombardini, hanno ingerito ovuli contenenti eroina e cocaina e si è dovuto intervenire tempestivamente, dopo la comparsa dei primi sintomi, per curarli.
“La sintomatologia non è immediata, dal momento che la sostanza prima di agire deve essere assorbita dall'organismo – specificava il medico veterinario – e quindi può comparire anche a distanza di alcune ore”. Il consiglio è dunque quello, nel caso in cui si sospetti che il proprio animale possa essere entrato in contatto con degli stupefacenti, di recarsi immediatamente dal veterinario: “Se si interviene entro l'ora e mezza dall'ingestione è infatti possibile indurre il vomito farmacologicamente o, nei casi più gravi, procedere con una lavanda gastrica”.
Venendo ai possibili sintomi, Lombardini spiega che questi possono essere diversi a seconda della sostanza: “Vale sempre e comunque la regola dose-effetto, e ad incidere è anche il peso dell'animale, e bisogna fare quindi attente valutazioni: le sostanze cannabinoidi possono causare ottundimento nell'ambito sensoriale, con l'animale che può sviluppare apatia, manifestando inoltre nausea e dolori addominali. Se ad essere ingerita è invece, ad esempio, della cocaina, possono insorgere iperattività, dilatazione delle pupille e ipersensibilità alla luce e ai rumori”.
Nel caso di Giallo la padrona Camilla rassicura: ''Sta meglio, ha dormito tantissimissimo, ora speriamo non ci siano complicazioni ai reni o sul fegato. In ogni caso state attenti e passate parola, perché Giallo pesa 36 chili, ma se succede a un cane più piccolo va al creatore''.












