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Movida a Trento, il bar Matrix e la Scaletta abbassano le serrande: ''Chiudiamo se vediamo più di 2 pattuglie. Siamo presi di mira, i ragazzi si spostano in altre zone"

La protesta dei locali per l'eccessiva presenza delle forze dell'ordine. Vladimir Xhilaga del Kafè Matrix: "Non siamo noi il problema perché gli assembramenti ci sono in tutto il centro" e sui comportamenti incivili spiega: ''Abbiamo telecamere dappertutto, perché queste persone non vengono multate? Ci penserebbero due volte poi a fare certe cose"

Di Giuseppe Fin - 29 maggio 2021 - 09:42

TRENTO. “Per noi è impossibile lavorare in questo modo. Così abbiamo deciso di abbassare le serrande”, Vladimir Xhilaga del Kafè Matrix che si trova proprio all'incrocio tra via Ferruccio Francesco e vicolo Santa Maria Maddalena ieri sera attorno alle 19.30 ha deciso di non servire più da bere e di chiudere. Davanti al proprio bar c'erano diversi giovani ma anche molte forze dell'ordine. Talmente tante, spiega, che assieme ai titolare della Scaletta hanno deciso di chiudere i battenti. “E così faremo ogni venerdì e ogni sabato – ci dice Vladimir – perché ci sentiamo presi di mira. Non puoi concentrare così tante pattuglie di forze dell'ordine davanti al locale come se il Trentino non avesse altri problemi”.

 

Da qui la decisione: “Ogni venerdì e sabato – ci spiega il responsabile del bar Matrix – appena vediamo più di due pattuglie abbassiamo le serrande e lo stesso farà la Scaletta perché loro si trovano nella nostra stessa situazione”.

 

La questione è quella che ormai si trascina da settimane. Da una parte i residenti che denunciano gli assembramenti, i comportamenti incivili, e gli schiamazzi fino a tarda ora con il giusto diritto di poter dormire. Dall'altra, però, ci sono i tantissimi giovani e una parte di città che non si può pretendere che vada a letto alle nove di sera. In mezzo ci sta il Comune di Trento  impegnato una difficile mediazione tra i residenti, le attività commerciali e i giovani. Non semplice vista la situazione.

Ieri sera Vladimir e il suo collega hanno abbassato le serrande attorno alle 19.30 – 20 e hanno poi deciso di passeggiare per la città a verificare la situazione. “Non siamo noi il problema – spiega – perché la stessa situazione l'abbiamo vista anche in altre zone del centro storico. E allora perché solo noi siamo presi di mira? Per quale motivo se in altri posti lanciano sedie o si prendono a botte nessuno dice nulla e da noi se si rompe una bottiglia mandano quasi l'esercito?”.

La linea scelta dai locali non è certamente semplice, soprattutto in un momento per le attività economiche di difficile ripresa. “Ma con tutte queste forze dell'ordine che ci troviamo davanti nessuno vuole più venire a bere qualcosa. Noi abbiamo chiesto già diverse settimane fa che ci fossero due pattuglie fisse delle forze dell'ordine ma che arrivassero ad inizio serata. Non ci hanno però ascoltato”.

C'è poi il problema dei comportamenti incivili, di chi trasforma le mura delle case e gli angoli delle vie in veri e propri orinatoi. “I ragazzi che si comportano in questo modo si contano sulle dita di una mano. Noi abbiamo sempre i bagni aperti – spiega Vladimir Xhilaga del Kafè Matrix – ma non vedo quali siano i problemi nel mettere dei bagni chimici. E soprattutto abbiamo telecamere dappertutto, perché queste persone non vengono multate? Io credo che poi avrebbero comportamenti ben diversi”.

Proseguirà nei prossimi giorni, intanto, il dialogo tra Comune, esercenti e mondo giovanile. L'intenzione, infatti, è quella di trovare quanto prima una soluzione che possa evitare di spostare il problema da un posto all'altro della città anche in vista dell'estate.

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