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'Ndrangheta in Trentino, causa civile della Pat contro le persone coinvolte? Marini: ''La Provincia tergiversa''

Nel dicembre scorso era stato approvato un ordine del giorno nel quale si chiedeva alla Giunta provinciale di valutare l'esistenza o meno dei presupposti per un'azione civilistica sotto il profilo del danno diretto o indiretto (danno all'immagine) in relazione ai fatti relativi all'operazione Perfido. Ora la riposta dell'assessore Achille Spinelli 

Di G.Fin - 17 November 2021 - 18:25

TRENTO. “La maggioranza provinciale tergiversa e tira a campare”. E' un commento duro quello che arriva dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Alex Marini, in merito alla mancanza di una decisione da parte della Pat di avviare una causa civile nei confronti delle persone coinvolte nell'operazione contro la 'Ndrangheta in Trentino.

 

Stiamo parlando del primo grosso processo per mafia che si celebrerà a Trento a gennaio (QUI L'ARTICOLO) e che è scaturito dall'inchiesta Perfido che vede l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso per 18 persone oltre ad aver portato al sequestro di oltre 2 milioni di euro. (QUI L'ARTICOLO)

 

In questa inchiesta, ha spiegato Marini “emergevano persino cene 'sconvenienti' di rappresentanti istituzionali e di politici locali, anche di spicco, con le persone accusate di far parte delle organizzazioni malavitose operanti in Provincia. Non è tutto. Nei mesi successivi, il Csm rimuoveva il presidente del Tribunale di Trento e apriva procedimenti disciplinari su diversi magistrati, alcuni dei quali si sono estinti con il trasferimento spontaneo degli interessati ad altre sedi. Insomma: Tribunale decapitato, settore del porfido in crisi e a Lona Lases non si trova un'anima disposta a candidarsi come sindaco”. (QUI L'ARTICOLO)

 

Nel dicembre scorso era stato approvato un ordine del giorno (QUI IL DOCUMENTO) attraverso il quale si chiedeva alla Giunta provinciale di valutare l'esistenza o meno dei presupposti per un'azione civilistica sotto il profilo del danno diretto o indiretto (danno all'immagine) in relazione ai fatti relativi all'operazione Perfido. Veniva chiesto di comunicare poi l'esito della valutazione al Consiglio entro due mesi dall'approvazione dell'ordine del giorno e comunque prima dell'inizio dell'udienza dibattimentale.

 

A quasi un anno da questo ordine del giorno e a poche settimana dell'inizio del processo il consigliere Marini ha presentato una interrogazione (QUI IL DOCUMENTO) per chiedere quale fosse la decisione presa dalla Provincia, se quindi costituirsi parte civile o meno.

 

Nell'interrogazione il consigliere del Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Giunta Provinciale se “ abbia dato mandato agli uffici competenti della Provincia di valutare l'esistenza o meno dei presupposti per un'azione civilistica” e, in caso affermativo, “quali siano le motivazioni politiche che hanno portato ritardare le comunicazioni sull’esito della verifica al Consiglio provinciale, o, nel caso opposto, quali siano le ragioni che hanno indotto la giunta a disattendere l’impegno ad essa conferito dal Consiglio provinciale”.

 

Dal canto suo la Provincia ha spiegato che prima di avviare azioni, si preferisce attendere di capire quali saranno gli sviluppi anche sul fronte penale della vicenda.

 

“Le strutture provinciali- ha spiegato l'assessore Achille Spinelli - sono state tempestivamente allertate sulla questione posta attraverso l'invio al Dipartimento competente in materia l'ordine del giorno n. 266/XVI per gli adempimenti di competenza. Tuttavia, stante il fatto che, nel procedimento in corso, a quanto risulta allo scrivente non risultano ancora definite le imputazioni a carico degli indagati, appare prematuro qualsiasi ragionamento, anche perché è necessario rammentare che non sempre l'ammissibilità della costituzione di parte civile dell'ente territoriale é scontata rispetto alla immediata causalità fra reato e lesione subita dall'ente pubblico”.

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