Nebbia e ghiaccio sul Cristallo, recuperato il corpo del 31enne precipitato per 120 metri in un canalone
Dopo un'intera giornata di tentativi di recupero della salma andati a vuoto per le pessime condizioni climatiche sopra quota 2.700 metri, questa mattina i soccorritori sono riusciti a raggiungere il corpo dell'escursionista e a riportarlo a valle

CORTINA. E' stato recuperato questa mattina il corpo del 31enne precipitato per 120 metri nel vuoto sul Monte Cristallo mercoledì. Ci sono voluti due giorni perché ieri le condizioni climatiche non hanno permesso ai soccorritori di raggiungere il corpo del giovane escursionista caduto in un canale mentre percorreva la Ferrata Dibona sul Cristallo (Qui articolo).

Non appena la visibilità lo ha permesso, questa mattina, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Imbarcati due tecnici del Soccorso alpino e del Sagf di Cortina in supporto alle operazioni, l'eliambulanza li ha calati con il verricello in parete. Imbarellata, la salma è stata spostata con la stessa modalità e trasportata a valle, per essere affidata al carro funebre.

Ieri, invece, a causa della nebbia persistente e del ghiaccio formatosi in più punti sulla parete non era stato possibile provvedere al recupero del corpo senza vita dell'escursionista tedesco nonostante fossero attivi diversi soccorritori: il soccorso alpino di Cortina, la Guardia di finanza e i carabinieri saliti a piedi mentre altre due squadre con l'attrezzatura erano state trasportate più in alto possibile dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi.

Partito mercoledì mattina alle 5 dell'albergo dove alloggiava con la moglie e i figli, il ragazzo ha poi mandato alcuni immagini alla compagna. Attorno a mezzogiorno una fotografia dal Rifugio Lorenzi, un paio di messaggi e poi basta (Qui articolo). Subito erano scattate le attività di ricerca ma con esito negativo.

Le squadre sono poi salite a piedi ieri mattina, giovedì 21 ottobre, e si sono calate per oltre 100 metri nel canale tra il Vecio del Forame e Forcella Alta. I soccorritori hanno attrezzato le calate nel punto sottostante il percorso attrezzato e hanno iniziato a scendere, ritrovando prima lo zaino e poi il corpo, a circa 2.700 metri di quota.


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