Tragedia in quota, prima il messaggio e poi più nulla. Un 29enne è morto, il ragazzo è precipitato in un ghiaione
Complessa operazione di diverse squadre del soccorso alpino, l'allerta lanciata per il mancato rientro a casa. Le attività ostacolate dalla nebbia. Troppo gravi le ferite riportate dal 29enne

ALPAGO. E' un 29enne la vittima del tragico incidente nella zona di Casere Palantina. Il ragazzo friulano è precipitato per decine di metri a 1.800 metri di quota.
Il soccorso alpino dell'Alpago è stato attivato dopo la mezzanotte tra venerdì 5 e sabato 6 luglio dai colleghi di Pordenone. Le squadre sono state coinvolte per partecipare alle ricerche del 29enne, non rientrato a casa da un'escursione (Qui articolo).
Il 29enne era partito da Piancavallo e l'ultimo contatto risaliva alle 13.55 di ieri, quando aveva inviato un messaggio in cui scriveva di trovarsi nella zona di Casere Palantina. Alle chiamate successive, però, il cellulare risultava libero senza risposta.
Gli operatori hanno individuato l'auto parcheggiata a Piancavallo e da lì sono iniziate le attività di ricerca. Partiti immediatamente i soccorritori sono saliti a Casere Palantina, dove si sono ricongiunti alle squadre di Pordenone e Maniago per avviare le perlustrazioni della salita fino alla vetta del Cimon di Palantina.
Nella zona di Forcella Colombera, i soccorritori hanno sentito il suono del cellulare del ragazzo e più sotto hanno rinvenuto il corpo privo di vita, a seguito dei traumi riportati dopo essere ruzzolato in un ghiaione dal canalino che stava risalendo. Raggiunto a 1.800 metri di quota, ai soccorritori si è affiancata una squadra con la barella, elitrasportata alle prime luci dell'alba dall'elicottero.
Poi la nebbia ha impedito ulteriori avvicinamenti. Le squadre hanno imbarellato la salma e la hanno trasportata a spalla fino a 1.630 metri.
Attualmente gli operatori attendono un varco tra le nubi per recuperare il corpo del 29enne con l'elicottero.













