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| 11 nov 2021 | 15:56

Postazione di caccia vicino alle trincee a Millegrobbe, Degasperi: “Mancanza di rispetto in difformità alle regole”. Ma per la Pat nessun divieto, solo “indicazioni”

Nell'area delle trincee austriache di Millegrobbe il consigliere provinciale Degasperi denuncia la presenza di una postazione fissa per la caccia: "E' un'assoluta mancanza di rispetto per l'importanza storica del sito"

LAVARONE. “Sono rimasto stupito vedendo la situazione, oltre alla postazione fissa di caccia, la recinzione che delimita il tratto di trincee a Lavarone viene utilizzata per l'installazione delle gabbie con i richiami vivi: è un'assoluta mancanza di rispetto per l'importanza storica del sito”. Per questo il consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi ha chiesto spiegazioni alla Provincia con un'interrogazione, ma l'assessora Zanotelli ha risposto sottolineando che il capanno è stato realizzato nel 2014 “secondo i criteri all'epoca vigenti” e che comunque nella nuova delibera non si stabiliscono “espliciti divieti” ma si forniscono solo “indicazioni di massima”.

 

In poche parole quindi, la Provincia non intende fare nulla per risolvere la questione. Le trincee di cui parla Degasperi sono quelle austriache nella piana di Millegrobbe, nel Comune di Lavarone, un sito storico a soli pochi metri dal quale sorge il capanno utilizzato per l'attività venatoria. Secondo una delibera del 2018 però (“Revisione dei criteri generali per l'allestimento degli appostamenti fissi di caccia”, che determina i limiti alla localizzazione delle strutture per salvaguardare la morfologia e la paesaggistica delle zone aperte) “tali strutture non possono essere collocate in aree prossime a complessi storici isolati” si legge nell'interrogazione di Degasperi.

 

L'appostamento in questo caso però è a soli pochi metri dall'area delle trincee recuperate, sulla cui recinzione, specifica il consigliere provinciale, sono addirittura state posizionate delle strutture in ferro per installare delle gabbie con all'interno i richiami vivi. Al documento l'assessora Zanotelli ha risposto citando la data di realizzazione della struttura (il 2014) antecedente alla delibera del 2018. I nuovi criteri ha scritto l'assessora “trovano applicazione a partire dalla data in vigore della stessa” e in ogni caso “di detti nuovi criteri sono rinnovate le indicazioni di massima riguardo alla localizzazione dei capanni, tra le quali è inserita quella di evitare le aree limitrofe a complessi storico artistici, senza tuttavia stabilire un esplicito divieto”.

 

“Chiaro che l'interesse dell'assessora non è tutelare l'ambiente o il territorio – commenta Degasperi –. È solo assecondare qualsiasi pretesa di una minoranza organizzata”. Secondo il consigliere il capanno infatti potrebbe essere tranquillamente spostato: “Il sito delle trincee di Millegrobbe ridotto a supporto per le gabbie dei richiami vivi potrebbe essere considerata una barzelletta. Se non fosse che le storie di chi lì ha combattuto e perso la vita meriterebbero il rispetto che gli anni della scuola dell'obbligo (se trascorsi con profitto) avrebbero dovuto insegnarci”.

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