Contenuto sponsorizzato
| 20 nov 2021 | 17:33

“Quando il tatto diventa muto”, dal Cimec il nuovo studio sulle cause genetiche dell'autismo: “E' spesso associato a risposta anomala agli stimoli sensoriali”

I ricercatori si sono concentrati sulla scarsa reattività agli stimoli sensoriali, in particolare del tatto, che accomuna autismo e sindrome di Phelan-McDermid, malattia genetica rara che colpisce soprattutto nei primi anni di vita e che compromette lo sviluppo del sistema nervoso: “Ora vogliamo proseguire gli studi per comprendere le cause che stanno alla base di questi disturbi”

“Quando il tatto diventa muto”, dal Cimec il nuovo studio sulle cause genetiche dell'autismo

ROVERETO. Cause genetiche dell'autismo e scarsa reattività agli stimoli tattili: la nuova ricerca dell'Università di Trento finisce sull'importante rivista scientifica Cerebral cortex. Le difficoltà nella comunicazione sono una delle problematiche che più spesso si trovano ad affrontare i soggetti che presentano disturbi dello spettro autistico, ma nello studio realizzato da scienziati e scienziate di UniTn al Centro interdipartimentale Mente/Cervello (Cimec) si va ad approfondire un'altra tipologia di 'mutismo' che spesso si accompagna all'autismo: quello tattile.

 

Una risposta anomala agli stimoli del tatto, spiegano i ricercatori, è infatti frequentemente associata a forme gravi di autismo. Tra le condizioni che comportano problematiche simili, i ricercatori hanno preso in considerazione la sindrome di Phelan-McDermid, soffermandosi appunto sulle similitudini tra l'autismo e la rara malattia genetica causata dalla perdita della porzione terminale di un cromosoma, con conseguente perdita di una copia di un particolare gene (Shank3) che a sua volta codifica una proteina importante per lo sviluppo e la funzionalità del cervello, del cuore, del rene e di altri organi. Il gene, in particolare, è determinante per lo sviluppo del sistema nervoso e delle aree cerebrali deputate alle funzioni sensoriali come il tatto.

 

“I pazienti con la sindrome di Phelan-McDermid – spiegano ricercatori e ricercatrici – mostrano sintomi simili alla scarsa reattività tattile che si riscontra spesso nell’autismo. Dal nostro studio abbiamo avuto un primo riscontro sperimentale di una attivazione molto ridotta delle aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione degli stimoli sensoriali, come la corteccia e l’ippocampo. Ora vogliamo proseguire gli studi per comprendere le cause che stanno alla base di questi disturbi”. La ricerca è stata sviluppata nell’ambito del progetto strategico Train dell’Università di Trento ed è stata realizzata da scienziati e scienziate del Centro interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento (Yuri Bozzi, Luigi Balasco, Luca Pangrazzi, Gabriele Chelini, Alessandra Georgette Ciancone Chama e Evgenia Shlosman) in collaborazione con IIT (Alessandro Gozzi, Marco Pagani, Giuliano Iurilli e Alberto Galbusera) e Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell’Università di Trento (Giovanni Provenzano e Lorenzo Mattioni)

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 agosto | 12:23
Le previsioni indicavano bollino "nero" - "nerissimo" - e, infatti, entrambe le carreggiate dell'A22 sono congestionate con un incredibile numero [...]
Cronaca
| 29 agosto | 11:11
L'appello della Polizia di Stato: “E' stata recentemente segnalata una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp, caratterizzata da [...]
Cronaca
| 29 agosto | 10:37
Figura estremamente nota e apprezzata non solamente a Pinzolo, ma in tutta la Val Rendena, sia per la sua attività professionale che per l'impegno [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato