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Ritrovo di studenti No Pass alle Albere: si contano sulle dita di una mano i partecipanti. “L'alternativa al certificato? Tamponi a campione”

Erano al massimo qualche decina, contando le presenze virtuali, gli studenti che si sono ritrovati oggi (8 settembre) al parco delle Albere per organizzare una serie di iniziative contro l'obbligo del Green Pass all'interno dell'Università: in programma volantini e cartelloni fuori dai diversi dipartimenti

Di Filippo Schwachtje - 08 settembre 2021 - 19:29

TRENTO. Dopo il fiasco nelle stazioni ferroviarie per il primo giorno di obbligo di Green Pass per salire sui treni ad alta velocità (Qui Articolo), un altro flop oggi per il 'movimento' No Pass nel capoluogo: sul canale Telegram degli “Universitari di Trento contro il Green Pass” (322 iscritti) gli studenti si erano dati appuntamento per oggi, 8 settembre, alle 17 al parco delle Albere ma i partecipanti alla “riunione” si potevano contare sulle dita delle mani.

 

Ad un quarto d'ora dall'inizio dell'evento i partecipanti erano appena 3, numero che verso le 18 è quantomeno raddoppiato, dicevano gli organizzatori nella live su Zoom alla quale si sono connesse qualche decina di persone. Numeri, comunque, molto contenuti. Nell'incontro online i vari partecipanti hanno discusso della possibilità di portare avanti attività di volantinaggio o di utilizzare dei cartelloni fuori dai diversi dipartimenti per “farsi sentire” e “sensibilizzare” gli studenti.

 

L'argomento principale portato avanti dagli studenti durante la 'riunione' è uno dei temi ricorrenti dei No Pass in tutto il Paese: il vaccino non protegge al 100% dall'infezione e dunque la presenza del certificato non garantisce che la persona che lo possiede sia negativa. La soluzione? Facile: “L'Università dovrebbe aprire a vaccinati e non vaccinati, fare tamponi a campione, isolare i positivi e allontanarli dall'ateneo”. Se poi qualche positivo dovesse sfuggire ai tamponi 'a campione', pazienza. Tra le idee proposte anche la sempreverde Dad: “Si potrebbe partire con le classi al 50% e gli altri in didattica a distanza”.

 

Al di là del fatto che il vaccino, anche nella peggiore delle ipotesi, ha un'efficacia nel prevenire l'infezione del 60% circa, e che in una popolazione esclusivamente di vaccinati il virus circola quindi estremamente di meno (la protezione dalla malattia grave tra l'altro resta ben al di sopra del 90%), i numeri dei partecipanti effettivi agli eventi organizzati per dire no al Green Pass testimoniano come, nella realtà, la percentuale di popolazione (studenti in questo caso) disposta a mettersi in gioco attivamente per contestare l'obbligo della certificazione sia ridotta. La 'maggioranza silenziosa' continuerà comunque a vaccinarsi e a proteggere, indirettamente, anche loro.

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