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Scuole dell'infanzia aperte a luglio? In 2.100 dicono ''no'' a Fugatti e Bisesti: ''Rendete gratuite colonie, centri diurni e doposcuola. Date alle famiglie servizi adatti all'estate''

L'assessore Bisesti ha dimostrato nelle ultime settimane di non avere ben chiaro cosa fare affidandosi a un sondaggio rivolto alle famiglie dei bambini per tenere aperte le strutture a luglio. Per la Pat l'interesse è stato alto e quindi si procederà a valutare questa ipotesi (''più di 8.000 famiglie hanno risposto al sondaggio, di queste il 73% ha espresso un convinto interesse nei confronti dell’iniziativa), ma è proprio così? Intanto in tantissimi fanno un'altra proposta all'amministrazione per aiutare la conciliazione famiglia- lavoro

Di Luca Pianesi - 12 April 2021 - 06:01

TRENTO. ''Lo sforzo per riaprire le scuole va fatto ora, seguendo il calendario in essere fissato dal Miur e dalla Giunta, che riserva ai mesi estivi una pausa, durante la quale altre attività siano riservate a bambini/e e ragazzi/e. L’assenza di reali politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, ci ha portato a compier un errore grossolano: pensare che il compito della scuola sia supportare le famiglie nella gestione dei minori''. Sono oltre 2.100 le firme di insegnanti, genitori, più in generale cittadini, che chiedono a Bisesti e Fugatti di ripensarci o forse anche solo di fermarsi a pensare.

 

Sono oltre 40 le pagine che riportano i nomi e cognomi di persone ben coscienti del grave errore che la politica provinciale sta compiendo nel proporre l'apertura delle scuole dell'infanzia a luglio dimostrando di scambiare queste strutture in dei meri ''parcheggi'' per bambini, buoni solo ad alleggerire i genitori che durante la giornata devono andare al lavoro.

 

E che le idee siano terribilmente confuse lo si è visto plasticamente quando, nelle ultime settimane, l'assessore Bisesti ha promosso un questionario spacciato per sondaggio per chiedere alle famiglie cosa ne pensassero di tenere aperte le scuole dell'infanzia a luglio. Una richiesta che, ovviamente, doveva tramutarsi in una specie di plebiscito. Una richiesta che, però, non è, al momento, minimamente inquadrata in un piano educativo, in un progetto formativo strutturato, in una proposta innovativa per la crescita dei bambini, come sottolineato più volte anche dai sindacati e dalla Federazione delle Scuole Materne.

 

Il plebiscito per la comunicazione della Provincia c'è stato e infatti in un comunicato stampa della Pat si legge un virgolettato dell'assessore Mirko Bisesti che recita: ''Il risultato è stato davvero considerevole. Più di 8.000 famiglie hanno risposto al sondaggio, di queste il 73% ha espresso un convinto interesse nei confronti dell’iniziativa. Stiamo pertanto valutando seriamente questa ipotesi anche per colmare in parte le penalizzazioni dovute alle chiusure del mese di marzo e alle sezioni sottoposte a quarantena''.

 

Ma il risultato se letto correttamente è piuttosto misero: secondo il piano annuale delle scuole dell'infanzia 2020/2021, infatti, erano 13.723 i bambini iscritti (e quindi, grosso modo, le famiglie di riferimento). ''Dunque - spiegano i promotori della mega raccolta firme di chi chiede di non aprire a luglio - se le famiglie che hanno espresso il loro interesse per la frequenza estiva sono 5.946, pur rappresentando il 73% di chi ha risposto al questionario sono all'incirca il 43% degli aventi diritto totali. Il 41% delle famiglie, quindi, non ha nemmeno ritenuto di rispondere al questionario, dimostrando di non essere interessato alla frequenza, così come l’ulteriore 16% degli aventi diritto che ha risposto no (totale non interessati 57%)''. 

 

Gli oltre 2.100 firmatari della petizione inviata ai vertici provinciali cercano di ribadire un concetto apparentemente semplice: ''La scuola è un’istituzione formativa il cui compito è istruire, formare ed educare in maniera formale e istituzionale''. E al tempo stesso, però, sottolineano che ''questo non significa che le famiglie debbano essere lasciate sole di fronte alle difficoltà di organizzare la quotidianità di figli e lavoro, quanto piuttosto che la politica che intenda supportarle lo debba fare con metodi e forme adeguate''. Ecco allora la proposta: ''Da sempre, specie in Trentino, esiste un terzo settore attivo, competente ed attento, che organizza e gestisce colonie, centri diurni, doposcuola ed altre attività che, oltre ad aiutare la conciliazione famiglia- lavoro, offre a bambini/e e ragazzi/e opportunità formative parallele e complementari, con proposte, contesti, rapporti numerici adulto/bambino/a e situazioni diverse da quelle scolastiche ma non per questo meno importanti e significative''.

 

Un settore, sottolineano, che, fra l’altro, crea opportunità lavorative e coinvolge anche parte del volontariato Trentino. ''Perché, allora - si chiedono i firmatari -, tralasciando la sterile polemica fra genitori ed insegnanti, non si pensa ad incentivare e sovvenzionare seriamente queste attività, ottenendo il doppio risultato di creare occupazione e sostenere le famiglie? E la conseguenza di ridare alla scuola il ruolo che le appartiene? Perché invece di aprire le scuole a luglio, in strutture non adeguate ai mesi più caldi, non si pensa di rendere gratuite tutte le bellissime iniziative, che sfruttano contesti alternativi e personale qualificato per proporre a bambini e ragazzi esperienze e contesti diversi, meno formali e più adeguati ai mesi estivi?''.

 

Ecco il testo completo con le firme

 

 

 

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