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Terza dose, difficile vaccinarsi a Trento e i cittadini rinunciano. Zuccali: ''Con nuove modalità meno del 50% delle prenotazioni possibili ma daremo risposta alle richieste''

Nell'area vaccinale di Trento sud con l'arrivo del freddo sono cambiate le modalità. Al posto del drive through da qualche settimana c'è una struttura realizzata con un tendone riscaldano che rende tutta procedura più lenta e con meno posti a disposizione. "Il nostro impegno è quello di rispondere a tutte le richieste" spiegano dall'Azienda sanitaria 

Di Giuseppe Fin - 26 novembre 2021 - 15:03

TRENTO. “Qui in città non troviamo posto, ci mandano a Rovereto oppure a Pergine. Dopo aver atteso a questo punto rinunciamo per il momento”. C'è chi decide di provarci e riprovarci e chi invece demorde. Prenotare la terza dose in alcuni casi sta diventando una vera e propria prova di resistenza e di pazienza. Sono diversi i cittadini che hanno scritto a ilDolomiti per esprimere il proprio disappunto sul fatto che trovare un posto per vaccinarsi a Trento è difficile se non impossibile.

 

Per capire quello che sta accadendo abbiamo contattato la dottoressa Maria Grazia Zuccali direttrice dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss.

 

Se da un lato c'è il problema nel trovare il personale (Qui l'articolo) necessario per effettuare le vaccinazioni dall'altro la predisposizione dei nuovi spazi e le nuove procedure rendono la somministrazione della dose booster all'area San Vincenzio molto più lenta che in passato.

 

“Prima di tutto dobbiamo dire – spiega a ilDolomiti – che apriamo le agente per le prenotazioni man mano che abbiamo il personale che ci supporta. Può accadere che ora non si trovi posto a Trento ma può anche accadere che in un tal momento non lo si trovi a Pergine o a Rovereto. A tutta la cittadinanza chiediamo un po' di pazienza per l'accesso attraverso il Cup alle liste di prenotazione. E' un lavoro da fare attentamente”.

 

Oltre al nodo personale, come già detto, c'è quello della modalità. “Se prima con la modalità in drive la vaccinazione avveniva in maniera più veloce – spiega la Zuccali - ora il fatto di fermarsi e di scendere dalla macchina per entrare nei tendoni è diventato un processo più lento e questo ha ridotto la somministrazione”.

 

La conseguenza di tutto questo è una riduzione delle prenotazioni. “Meno della metà” quelle che si possono fare rispetto ad un tempo ci spiega la responsabile.

 

“La modalità in drive l'abbiamo mantenuta fino a quando abbiamo potuto. C'è anche il fatto del freddo che dobbiamo tenere presente e per questo abbiamo deciso di mettere dei tendoni nelle postazioni con all'interno il riscaldamento”.

 

Le agende per effettuare le prenotazioni vengono aperte anche diverse volte al giorno e per questo il consiglio è quello di provare in fasce orarie diverse. “Ai cittadini chiediamo pazienza, il nostro impegno è quello di migliorare e di rispondere a tutte le richieste”.

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