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Tragedia in mare, naufragio imbarcazione migranti a largo delle coste libiche: a bordo c'erano 130 persone. La Ocean Viking: "Almeno 10 corpi già individuati"

Negli ultimi giorni sono state tre le imbarcazioni in difficoltà, tutte in acque internazionali al largo della Libia, segnalate dal network Alarm Phone. Sul posto si sono dirette la Ocean Viking e tre navi mercantili, che hanno individuato ieri, 22 aprile, i primi cadaveri in acqua. L'equipaggio della Ocean Viking: "Nelle vicinanze del relitto non abbiamo trovato nessun sopravvissuto, ma almeno dieci corpi". 

Foto Flavio Gasperini/Sos Mediterranee
Di Filippo Schwachtje - 23 aprile 2021 - 11:31

TRENTO. L'allarme era scattato mercoledì21 aprile, per un imbarcazione con a bordo circa 130 migranti: dopo ore di estenuanti ricerche, è arrivata la conferma del naufragio da Sos Meditarrenee. La scena che si è trovato davanti ieri pomeriggio l'equipaggio della Ocean Viking non ha lasciato dubbi: diversi corpi ("almeno dieci") sono stati rinvenuti a poca distanza dal relitto di un gommone, individuato poco prima da un aereo di Frontex.

 

"Nelle ultime 48 ore - scrive Sos Mediterranee - il network civile Alarm Phone ci ha avvisato di un totale di tre barche in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia. Tutte si trovavano ad almeno dieci ore dalla nostra posizione nel momento in cui abbiamo ricevuto le segnalazioni. Abbiamo cercato due di queste barche, una dopo l'altra, in una corsa contro il tempo e con il mare molto mosso, con onde fino a 6 metri".

 

Sul luogo si è recata la Ocean Viking insieme a tre navi mercantili, che hanno organizzato la ricerca nonostante le condizioni di mare estremamente difficili. "Mentre cercavamo senza sosta - fa sapere l'Ong - e nella totale mancanza di supporto delle autorità marittime competenti, tre cadaveri sono stati avvistati in acqua" da una delle navi mercantili. 

 

Poco dopo, il relitto di un gommone è stato individuato da un aereo di Frontex fra le onde ma una volta giunta sul posto, la Ocean Viking non ha trovato nessun sopravvissuto. "Abbiamo visto almeno 10 corpi nelle vicinanze - fa sapere Luisa Albera, coordinatrice di ricerca e soccorso a bordo della nave - abbiamo il cuore spezzato. Pensiamo alle vite che sono state perse e alle famiglie che potrebbero non avere mai la certezza di ciò che è successo ai loro cari". 

 

Il destino di un'altra imbarcazione, questa volta in legno e con a bordo 40 persone, rimarrebbe ancora "sconosciuto" dopo le ricerche infruttuose portate avanti ieri dall'Ong. "Più di 350 persone hanno già perso la vita in questo tratto di mare quest'anno - conclude Albera - senza contare le decine di persone che sono morte nel naufragio a cui abbiamo assistito oggi. Gli stati abbandonano la loro responsabilità di coordinamento delle attività di ricerca e soccorso, lasciando gli attori privati e la società civile a riempire il vuoto mortale che si lasciano dietro. Possiamo vedere il risultato di questa deliberata inazione nel mare intorno alla nostra nave". 

 

 

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