Ecatombe di migranti, in Grecia 3 giorni di lutto. Il Centro Astalli: "Non si fermano gli arrivi rendendo viaggi più difficili: il risultato è l’aumento delle morti"
La Grecia ritiene che si tratti di una delle più grandi tragedie migratorie di sempre. A bordo del peschereccio ci sarebbero state fino a 700 persone. La riflessione del Centro Astalli di Trento: "La drammatica e cinica conclusione di questo agire è che di fatto riteniamo alcune vite sacrificabili"

TRENTO. "Nell’esprimere profondo cordoglio e dolore per le vittime che si continuano a contare in queste ore, non si può far a meno di sottolineare che si tratta di un’ecatombe che l’Europa avrebbe potuto e dovuto evitare". Questo il commento del Centro Astalli di Trento sul dramma che si è consumato al largo delle coste della Grecia. "A pochi giorni dal nuovo Patto Ue per la migrazione e l’asilo, la vacua retorica securitaria e l’ipocrita propaganda emergono davanti al terribile naufragio in cui hanno perso la vita esseri umani in cerca di salvezza".
Secondo le prime informazioni della Guardia costiera, sono attualmente un'ottantina i corpi recuperati al largo delle coste greche, ma a bordo ci sarebbero state tra le 500 e le 700 persone. Salpato da Tobruch in Libia e diretto in Italia. Solo un centinaio quelle portato in salvo mentre i superstiti parlano di oltre 100 bambini nelle stive del peschereccio. Finora 14 migranti, dei 104 soccorsi, sono stati trasferiti all’ospedale di Kalamata. Il peschereccio era lungo 30 metri e, secondo quanto riferito, trasportava centinaia di persone, principalmente dall’Afghanistan e dal Pakistan.
Avvistato e avvicinato giorni fa a largo della Grecia non è stato soccorso né portato in salvo. A ieri pomeriggio e fino a poco dopo la mezzanotte di oggi, Alarm Phone è stata in contatto con l’imbarcazione in difficoltà che si sarebbe capovolta.
La riflessione del Centro Astalli su questa tragedia enorme. "Si continua a morire alle frontiere d’Europa perché non c'è un’azione comune di ricerca e soccorso dei migranti ma si continuano a investire risorse sulla chiusura e l’esternalizzazione delle frontiere, facendo accordi con Paesi di transito illiberali e antidemocratici; manca la volontà degli Stati europei di istituire vie d’accesso legali e sicure per chi cerca protezione in Europa, unico vero strumento per contrastare il traffico e la tratta di esseri umani; non si ha il coraggio e l’intelligenza politica di varare un piano europeo per l’accoglienza e la redistribuzione di richiedenti asilo e rifugiati nei 27 Stati membri che superi il Regolamento di Dublino e che non sia gestito solo su base volontaria".
La Grecia ritiene che si tratti di una delle più grandi tragedie migratorie di sempre e ha dichiarato tre giorni di lutto. L’agenzia di frontiera dell’Ue Frontex ha dichiarato di aver avvistato la barca nel primo pomeriggio di martedì e ne ha immediatamente informato le autorità greche e italiane. La guardia costiera ha detto in seguito che nessuno a bordo indossava giubbotti di salvataggio.
"L’Europa continua a proteggere i confini e a difendersi da coloro che sono le vittime di un mondo ingiusto. Dovremmo aver imparato negli anni, ormai troppi, che non si fermano gli arrivi ostacolando le partenze, rendendo più difficoltosi i viaggi. L’unico risultato di queste politiche è l’aumento delle morti alle frontiere. La drammatica e cinica conclusione di questo agire è che di fatto riteniamo alcune vite sacrificabili", conclude Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli.













