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| 01 giu 2021 | 19:04

Tragedia sul lavoro, Marco Celant schiacciato dal muletto. Terza vittima in due giorni. Fedriga: ''Va riaffermato il valore della sicurezza in ambito lavorativo''

Per cause ancora da chiarire (sono al vaglio delle forze dell'ordine), il muletto che stava guidando si è ribaltato e lo ha schiacciato all'altezza del capo ferendolo mortalmente 

Tragedia sul lavoro, Marco Celant schiacciato dal muletto
di Redazione

PORDENONE. Aveva due figli piccoli a casa che lo aspettavano e invece Marco Celant è morto schiacciato dal suo muletto, l'ennesima vittima sul lavoro in un Paese che ormai è falcidiato da queste tragedie. Solo ieri l'ultima in ordine di tempo, nel Bresciano, con un operaio precipitato per oltre 10 metri in una botola mentre stava pulendo un condotto (QUI ARTICOLO) ma nello stesso giorno un uomo di un'azienda di armamenti ferroviari precipitava da un'altezza di sei metri, nel Torinese. Morti sul lavoro che da quando è ripartito, gradualmente, tutto dopo le chiusure legate al Covid, si stanno ripetendo quasi quotidianamente. 

 

Marco Celant aveva 38 anni ed è morto oggi n un'azienda di San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone, che si occupa di sistemi e finiture in alluminio. Per cause ancora da chiarire (sono al vaglio delle forze dell'ordine), il muletto che stava guidando si è ribaltato e lo ha schiacciato all'altezza del capo ferendolo mortalmente. Le condizioni sono sembrate da subito disperate e nonostante l'arrivo dei soccorsi e il trasporto in ospedale, per lui non c'è stato nulla da fare. 

La procura di Pordenone ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e disporrà nei prossimi giorni l'autopsia.

 

"A nome di tutta l'amministrazione regionale esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai famigliari, agli amici e ai colleghi del giovane morto oggi a San Vito al Tagliamento mentre stava lavorando - ha comunicato il presidente della regione Fedriga -. Un fatto così grave ci deve spingere a riaffermare il valore assoluto della sicurezza in ambito lavorativo. L'impegno di tutti deve essere massimo per scongiurare che disgrazie di questa portata possano nuovamente ripetersi; è fondamentale - conclude il presidente del Friuli Venezia Giulia - che la cultura della sicurezza diventi un bene prezioso da coltivare con scrupolo in qualsiasi situazione e contesto professionale''.

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