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| 09 lug 2021 | 10:08

Truffa dello specchietto, inscena un urto e tenta di prendere 200 euro ad un'anziana

Il raggiro consiste nel far credere alla vittima di aver urtato un’altra vettura mentre si è in marcia. I truffatori, scagliando piccole pietre o palline di gomma, simulano l’urto tra due veicoli che stanno marciando di fianco nello stesso senso (ad esempio, in una carreggiata a due corsie) oppure che procedono in direzioni diverse

Truffa dello specchietto, inscena un urto e tenta di prendere 200 euro ad un'anziana
di Redazione

ROVERETO. Hanno cercato di inscenare uno specchietto rotto truffando un'anziana ma l'intervento di un operatore di banca e poi delle forze dell'ordine hanno evitato il peggio. 

 

L'episodio è avvenuto a Rovereto nella mattinata di ieri. Un'anziana dopo aver parcheggiato la sua Fiat 500 per recarsi in banca è stata fermata dall’autista di un'altra autovettura per informarla che, incidentalmente, la donna aveva rotto lo specchietto esterno sinistro della sua autovettura. 

 

L'anziana dispiaciuta di quanto avvenuto è stata convinta che, anziché attivare l’assicurazione, sarebbe meglio regolare il tutto con il pagamento di 200 euro. La donna, però,  non ha denaro e si reca quindi in banca per prelevare il contante.

 

Durante il prelievo alla cassa racconta il tutto al funzionario che, vista l’età della signora e le modalità della richiesta di denaro, immediatamente la blocca e chiama la Volante della Polizia di Stato. Pochi attimi dopo arrivano gli Agenti del Commissariato di Rovereto, ma i truffatori, negli stessi attimi, compreso che potevano essere scoperti si erano velocemente allontanati.

 

La truffa dello specchietto rotto è un misero stratagemma utilizzato dai malintenzionati per spillare quattrini ai poveri malcapitati. Il raggiro consiste nel far credere alla vittima di aver urtato un’altra vettura mentre si è in marcia. I truffatori, scagliando piccole pietre o palline di gomma, simulano l’urto tra due veicoli che stanno marciando di fianco nello stesso senso (ad esempio, in una carreggiata a due corsie) oppure che procedono in direzioni diverse. Sentendo l’urto, la vittima crede effettivamente di aver toccato l’altro veicolo e, quindi, si ferma per vedere cosa è successo. Proprio qui, scatta il raggiro: il truffatore vorrà spacciare lo specchietto rotto (o un altro danno alla carrozzeria) come il prodotto del sinistro che, in realtà, non c’è mai stato.

A questo punto, arriva l’opera di persuasione: il presunto danneggiato chiede di essere risarcito immediatamente, senza coinvolgere le assicurazioni. Quando riescono a ottenere il risultato, vanno via con il denaro, compiendo a tutti gli effetti quella che viene definita come la truffa dello specchietto rotto.

Nel meccanismo della truffa è fondamentale la velocità di azione, spiega il vice Questore Salvatore Ascione portavoce del Questore: essa punta infatti sulla concitazione per far prendere velocemente una decisione alla vittima. 

L'occasione va colta all'istante perché altrimenti sfuma. Il truffatore in genere approfitta della suggestionabilità della persona o di una sua debolezza. Egli, infatti, ben conosce i meccanismi base della psicologia e facilmente riconosce i soggetti più vulnerabili. A questo punto cerca di attivare il loro lato fragile facendo leva sull'emotività quale può essere ad esempio il senso di solitudine o di protezione. Il truffatore cerca sempre di mantenere il "focus" dell'attenzione della vittima sui possibili vantaggi che potrebbe trarre dall'accordo, escludendo temporaneamente gli altri pensieri dalla sfera cognitiva. 

 

Questi esperti del raggiro sono consci che lo stratagemma attecchisce con molta più facilità quando si ha di fronte una persona anziana. La solitudine o in questo caso l’amore verso una persona infatti spinge l'anziano a fidarsi di tutti e ad acconsentire senza quasi insospettirsi alle eventuali richieste di disposizione patrimoniale. 

 

I truffatori sono anche consapevoli di quanto l’immagine sia fondamentale nelle fase iniziale di un rapporto (…i primi 7 secondi rimangono impressi per circa 2 anni). Per questo si presentano sempre ben curati nell’aspetto, vestono elegantemente e sono particolarmente gentili. Inoltre sono la corrente che l’efficacia persuasiva dipende non tanto dal contenuto di ciò che comunicano, quanto piuttosto dal grado di consenso che la loro performance riesce a determinare.

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