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Bolzano
15 agosto | 07:37

Truffa dello specchietto, 68enne raggirata consegna 800 euro: coppia rintracciata dai carabinieri e denunciata

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati avrebbero posto in essere la cosiddetta “truffa dello specchietto”, modalità fraudolenta ormai tristemente nota, con la quale – attraverso artifizi e raggiri – inducono la vittima a versare una somma di denaro contante quale risarcimento per un inesistente danno arrecato a un veicolo

Truffa dello specchietto, 68enne raggirata consegna 800 euro: coppia rintracciata dai carabinieri e denunciata
di Redazione

BOLZANO. Truffa dello specchietto. Ennesimo episodio, purtroppo, nei giorni scorsi che ha visto vittima una donna di 68 anni che ha presentato denuncia ai carabinieri di Egna. 

 

La donna, nella giornata del 25 luglio, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, è stata avvicinata da un uomo e una donna i quali, simulando un sinistro stradale di lieve entità con il proprio veicolo, la informavano di aver avuto un presunto danno alla loro mezzo, richiedendo contestualmente un risarcimento in denaro nell’immediato.

 

La vittima, colta alla sprovvista e del tutto ignara del raggiro in atto, voleva chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. A tale proposito, i due soggetti, nel tentativo di dissuaderla, dicevano  falsamente che, qualora fossero intervenuti gli organi di polizia, le sarebbe stata ritirata la patente di guida. Spaventata da tale affermazione e credendo in buona fede alle parole dei truffatori, la donna ha raggiunto uno sportello Atm, dove ha prelevato e consegnato ai due loro la somma di 800 euro in contanti.

 

A seguito della denuncia e in esito a una tempestiva e mirata attività investigativa condotta dall’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Egna, sono stati identificati e deferiti in stato di libertà due persone, un uomo di 45 anni e una donna di 37 anni, entrambi residenti in Sicilia. Disoccupati e già conosciuti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di truffa aggravata.

 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati avrebbero posto in essere la cosiddetta “truffa dello specchietto”, modalità fraudolenta ormai tristemente nota, con la quale – attraverso artifizi e raggiri – inducono la vittima a versare una somma di denaro contante quale risarcimento per un inesistente danno arrecato a un veicolo.

 

Le indagini, tuttora in corso, mirano ad accertare l’eventuale responsabilità degli stessi truffatori  in altri episodi analoghi verificatisi sul territorio provinciale.

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