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Vaccini anti-Covid, l’Aifa: “Solo lo 0,46% delle persone ha avuto reazioni avverse, quasi mai gravi”

Il primo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti-Covid evidenzia come nella maggior parte dei casi le reazioni avverse (appena 7.337 su 1.564.090 dosi somministrate) riguardano eventi non gravi come dolore in sede di iniezione, febbre, stanchezza e dolori muscolari. L’Aifa: “Le analisi condotte sui dati fin qui acquisiti confermano un buon profilo di sicurezza”

Di T.G. - 04 febbraio 2021 - 19:08

TRENTO. Non possono che essere interpretati come una buona notizia i dati che arrivano dal primo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti-Covid pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, infatti, appena lo 0,46% delle persone che sono state sottoposte al vaccino ha sviluppato razioni avverse, quasi mai gravi.

 

I dati raccolti e analizzati dall’Aifa riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 gennaio 2021 per i vaccini attualmente in uso: “Comirnaty” di Pfizer/BioNTech (autorizzato dal 22 dicembre 2020 e utilizzato dal 27 dicembre 2020) e “Covid-19 Vaccino Moderna” (autorizzato dal 7 gennaio 2021 e utilizzato dal 14 gennaio 2021). Le segnalazioni riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Comirnaty (99%), che è stato il più utilizzato e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%).

 

Nel periodo considerato sono state raccolte dall’Aifa 7.337 segnalazioni su un totale di 1.564.090 dosi somministrate di queste il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Con Comirnaty sono state osservate anche cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto mentre con il vaccino Moderna, nausea e dolori addominali.

 

Meno frequenti sono le altre reazioni locali e i dolori articolari diffusi. Come ci si aspettava, la febbre è stata segnalata con maggior frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima. Nella maggior parte dei casi le reazioni avverse si manifestano lo stesso giorno della vaccinazione o al massimo in quello seguente, ciò avviene nell’85% dei casi.

 

Da notare come in quel 7,6% di segnalazioni classificate come “gravi”, per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con i vaccini, tre su quattro non hanno richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero. Nel periodo preso in considerazione dal rapporto sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione ma che non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base della persona vaccinata.

 

Le analisi condotte sui dati fin qui acquisiti – conclude l’Aifa – confermano quindi un buon profilo di sicurezza di questi due vaccini a mRNA. L’ampio numero di segnalazioni non implica che siano emerse criticità inattese, ma è indice dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza”.

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