''L'efficacia dei vaccini sulla patologia è del 99,99%. Qualcuno può manifestare qualche linea di febbre ma si evitano i ricoveri''
Il direttore del Dipartimento di prevenzione, Antonio Ferro, rassicura sull'efficacia dei vaccini e sulla necessità di aderire alla campagna: ''Il vaccino non è contro la morte, capita che le persone vadano a decesso anche se hanno ricevuto la somministrazione ma questo non è riconducibile a Covid quanto alle patologie collegate all'anzianità. Non ci sono, infatti, focolai all'interno delle Case di riposo"

TRENTO. "E' normale che ci sia qualche persone che diventa positiva al Covid dopo la vaccinazione ma evidenziamo che non vengono ricoverati in ospedale oppure nei reparti di terapia intensiva". Così Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione, rassicura sull'efficacia dei vaccini e sulla necessità di aderire alla campagna.
Le autorità sanitarie invitano indecisi e ritardatari a prenotare la dose di vaccino. "La situazione epidemiologica è sotto controllo, ma bisogna vaccinarsi ora per evitare peggioramenti in autunno com’è successo l’anno scorso. Non vorremmo che questo clima di libertà facesse abbassare la guardia, portando nuovamente a delle situazioni difficili", dice il presidente Maurizio Fugatti, mentre Ferro aggiunge: "A settembre 150 mila non vaccinati, si rischia un'altra ondata" (Qui articolo).
Nelle scorse ore la Provincia di Bolzano ha comunicato che 1.559 altoatesini hanno contratto Covid dopo aver ricevuto almeno una dose. E così anche l'Apss interviene sulla questione per rassicurare la popolazione. "E' normale ma i contagiati non finiscono negli ospedali. L'efficacia dei vaccini sulla patologia è del 99,99%. Poco importa dal punto di vista della sanità pubblica che un vaccinato abbia qualche linea di febbre o manifesti sintomi molto sfumati perché si evitano i ricoveri. La vaccinazione funziona, così come tutti i prodotti disponibili".
La preoccupazione è quella di non arrivare a settembre con una copertura sufficiente per evitare un'altra ondata come avvenuto l'autunno scorso. Il rischio è quello di appesantire le strutture sanitarie e rimodulare l'organizzazione per fronteggiare una recrudescenza dell'epidemia. Una possibilità che si tradurrebbe nella necessità di ritardare la possibilità di curare i pazienti con malattie croniche, cardiache e oncologiche.
Intanto si prevede un probabile cambio di strategia. Nelle battute iniziali della campagna si è puntato particolarmente sulle prime dosi per avere una platea più ampia di vaccinati, seppur parzialmente. "Noi - aveva spiegato a inizio maggio Ferro a Il Dolomiti - come Regno Unito e Israele. In questo modo siamo riusciti a coprire 30 mila trentini in più" (Qui articolo). Un allungamento del periodo tra prima e seconda inoculazione, poi adottata anche a livello nazionale.
Nel frattempo, però, la variante Delta, precedentemente conosciuta come indiana, si è propagata con forza e la Gran Bretagna è ritorna in difficoltà sul fronte della curva dei contagi. Una sola dose di vaccino, infatti, sembra mostrare un'efficacia limitata a fermare questa mutazione di Covid.
"Stiamo esaminando le possibilità di anticipare i richiami. A livello internazionale - prosegue il direttore del Dipartimento di prevenzione - ci sono dati sulla variante Delta, ma il virus muta velocemente e potrebbero emergere altre mutazioni: secondo alcune indagini preliminari la seconda dose sembra protettiva. Stiamo lavorando per aggiornare i software e conferire una maggiore accessibilità al sistema di prenotazione e garantire una certa mobilità personale della data".
Non ci sono criticità nelle Rsa trentine. "Il vaccino non è contro la morte, capita che le persone vadano a decesso anche se hanno ricevuto la somministrazione ma questo non è riconducibile a Covid quanto alle patologie collegate all'anzianità. Non ci sono, infatti, focolai all'interno delle Case di riposo", conclude Ferro.
Un Trentino che comunque sembra un po' in difficoltà sul fronte della campagna vaccinale, caratterizzata da una certa prudenza con l'apertura alle fasce più giovani più tardi rispetto alle altre Regioni. I dati ministeriali hanno collocato il territorio agli ultimi posti con inoculazioni spesso sotto la quota indicata dal generale Paolo Francesco Figliuolo (Qui articolo).
Una velocità di somministrazione che potrebbe portare all'immunità di gregge solo il 4 ottobre, ultimo territorio in Italia quando la media nazionale è stata fissata nelle proiezioni del Corriere della sera per il 31 agosto. Serve un'accelerazione e anche Apss e Provincia invitano alle prenotazioni, la vaccinazione rappresenta la soluzione per tornare alla normalità.














