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Covid, Ferro: "A settembre 150mila non vaccinati, si rischia un'altra ondata". Pat e Apss invitano gli indecisi e i ritardatari

Il presidente Fugatti e il dottor Ferro hanno presentato oggi la nuova campagna di comunicazione per incitare la popolazione a vaccinarsi. Ferro: "Sopra i 50 anni sono circa 40mila gli scoperti, se poi aggiungiamo le altre categorie arriviamo ottimisticamente ad un bacino di 150mila persone non vaccinate a settembre. A livello epidemiologico è un rischio"

Di Mattia Sartori - 01 luglio 2021 - 11:57

TRENTO. “La situazione epidemiologica è sotto controllo, ma bisogna vaccinarsi ora per evitare peggioramenti in autunno com’è successo l’anno scorso. Non vorremmo che questo clima di libertà faccia abbassare la guardia, portando nuovamente a delle situazioni difficili”. Così il presidente Fugatti apre la conferenza stampa di oggi in cui sono stati riportati gli ultimi aggiornamenti riguardanti il Coronavirus in Trentino.

 

Secondo la Pat il focus della vaccinazione deve rimanere sugli ultra 50enni, ovvero la parte di popolazione più a rischio di ospedalizzazione in caso di contagio. “Nei prossimi giorni lanceremo una campagna di comunicazione per incentivare la popolazione alla vaccinazione entro agosto – dichiara Fugatti -. Ci rivolgeremo anche ai giovani ovviamente, ma la campagna si concentrerà principalmente sugli over 50 perché se questi dovessero contagiarsi tornerebbero negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva e aumenterebbe nuovamente il numero dei decessi”.

 

Si dice d’accordo il dottor Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione dell’Apss, che aggiunge alcuni dati alla conversazione: “Sopra i 50 anni abbiamo circa 40mila persone ancora non vaccinate, più che abbastanza per far ripartire il virus. Dal punto di vista epidemiologico basterebbe una coorte (6mila persone) di non vaccinati per aumentare il rischio di ripresa del virus. Sommando poi i 50 mila soggetti tra 0 e 12 anni, che non possono essere vaccinati, e tutte le categorie in mezzo, che hanno una copertura intorno al 30 per cento, a settembre ci troveremo ottimisticamente con un bacino di 150 mila persone scoperte che potrebbe far aumentare nuovamente i contagi. Per questo è fondamentale che si continui a vaccinare la popolazione, per raggiungere più persone possibili”.

 

La campagna di comunicazione avrà proprio questo obiettivo, ma secondo il dottor Ferro ancora più efficace potrebbe rivelarsi il contributo della popolazione. “C’è bisogno di un passaparola: chi si è già vaccinato convinca chi ancora non l’ha fatto. Dobbiamo prepararci adesso per poter vivere bene anche a settembre, ottobre e novembre senza il peso delle restrizioni. Inoltre è necessario per non appesantire nuovamente le strutture sanitarie. Se torniamo ad occupare un centinaio di posti letto con malati Covid, non potremo occuparci di chi ha problemi oncologici, cardiovascolari o malattie croniche”.

 

Per incentivare ulteriormente la popolazione, oltre alla campagna di comunicazione, si starebbe lavorando anche all’anticipo della seconda dose e alla mobilità della data di somministrazione. “Vogliamo aumentare l’accessibilità al vaccino – dichiara Ferro -, permettendo alle persone di spostare facilmente la data della seconda dose in modo da potersi organizzare meglio. Inoltre, se possibile, vorremmo anticiparla il più possibile, per schermare la popolazione dall’ingresso delle varianti che si stanno diffondendo in vari Paesi del mondo”. Una netta inversione di marcia da parte dell’Apss, che fino a poco tempo fa insisteva a programmare la seconda dose il più tardi possibile perché sarebbe stato meglio “avere un numero più alto di persone vaccinate con una dose che una cerchia più ristretta di cittadini con il ciclo completo”.

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