Covid, Ferro: “Con Omicron mi aspetto un aumento dei ricoveri fra i non vaccinati, l’immunità di gregge non funziona più”
Oltre il 50% dei soggetti ricoverati in Trentino non sono vaccinati, ma con la terza dose si prevengono le forme gravi della malattia. Fugatti: “Andro a vaccinare i miei figli”

TRENTO. “Chi si vaccina ha molte meno possibilità di finire in ospedale o in terapia intensiva, è un dato matematico”, così il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, torna a ribadire l’importanza della vaccinazione. “Probabilmente – ha aggiunto – se non ci fossero le persone non vaccinate il Trentino sarebbe in zona bianca”. Fugatti ha anche fatto sapere che porterà i suoi figli (ancora minorenni) a vaccinarsi: “Invitiamo tutti a farlo”.
Un concetto ribadito anche dal direttore generale dell’Apss Antonio Ferro: “Il vaccino non riesce a proteggere contro la contagiosità della variante Omicron, anche soggetti che si sono vaccinati con terza dose possono contagiarsi perché il vaccino non produce degli anticorpi nelle mucose del naso in grado di bloccare le cellule virali. Però è ormai assodato che il vaccino se fatto con terza dose è estremamente efficace per prevenire le forme gravi della malattia. Di fatto, escludendo i soggetti con sistemi immunitari particolarmente deficitari, non abbiamo nessun ricoverato in ospedale con terza dose”.
Oltre il 50% dei soggetti ricoverati in Trentino non sono vaccinati. “Con Omicron – sottolinea Ferro – l’immunità di gregge non funziona più, mi aspetto che nel prossimo mese coloro che non si sono vaccinati, purtroppo, verranno contagiati e da questi mi aspetto un aumento dei ricoveri e un impatto importante sul sistema sanitario trentino”.
Il presidente è tornato poi sulle difficoltà registrate nell’ultimo periodo dall’Azienda sanitaria per il contact tracing o nella notifica dei provvedimenti di quarantena. “Sappiamo che ci sono molte critiche e molte preoccupazioni per le forti attese che i trentini stanno avendo per fare i tamponi, per fare lo screening, per telefonare al numero verde ma quando abbiamo di fronte 3.000 contagi in un giorno – e la settimana scorsa sempre oltre i 2.000 , ricorda Fugatti – capite che il sistema organizzativo è messo fortemente sotto pressione”.
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