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| 07 gen 2022 | 21:07

Covid, in Trentino oltre 10mila positivi in una settimana: ritardi nel notificare le quarantene

In Trentino si stanno registrando così tanti contagi che le autorità faticano a notificare tempestivamente i provvedimenti di quarantena. L’Apss: “Nei periodi di forte aumento dei casi positivi la Centrale Covid non può garantire la chiamata immediata”. Ianeselli: “È un problema che riguarda i maggiori Comuni”

Covid, in Trentino oltre 10mila positivi in una settimana: ritardi nel notificare le quarantene
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Negli ultimi 7 giorni l’Azienda sanitaria trentina ha registrato 10.839 contagi da Sars-Cov-2, in media si parla di oltre 1.500 casi al giorno. Si tratta di numeri molto elevati che preoccupano le autorità politiche e sanitarie. Se da un lato, seppur con delle difficoltà, il settore ospedaliero sta reggendo alla nuova ondata si riscontrano delle criticità sul piano organizzativo per l’elaborazione dei dati dei contagiati.

 

I principali problemi riguardano i referti di fine positività che talvolta arrivano con diversi giorni di ritardo e le comunicazioni che concernono le persone da mettere in quarantena. Di fatto il numero dei nuovi positivi è così elevato che le ordinanze che sanciscono l’inizio della quarantena vengono consegnate con alcuni giorni di ritardo. Come ha confermato il sindaco di Trento Franco Ianeselli questo “è un problema che riguarda i maggiori Comuni”. Alcuni corpi della polizia locale sono costretti a impiegare la maggior parte degli agenti per svolgere questo compito.

 

D’altra parte era stata la stessa Azienda sanitaria a far sapere tramite una nota ufficiale che “nei periodi di forte aumento dei casi positivi la Centrale Covid non può garantire la chiamata immediata. Nel caso in cui la persona abbia un tampone positivo e non abbia sintomi, non verrà contattato dai servizi preposti al monitoraggio Covid ma dovrà in ogni caso osservare tutte le misure precauzionali per la diffusione del virus”.

 

Ciò significa che in caso di comparsa di sintomi rilevanti le persone positive possono fare riferimento al proprio medico di medicina generale che potrà attivare il medico delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). In attesa di ricevere la chiamata dalla Centrale Covid si può fare riferimento alle indicazioni ricevute tramite TreC+. Inoltre i contatti stretti del caso positivo possono richiedere al medico di medicina generale la certificazione come lavoratore in quarantena. Da parte dei cittadini dunque è richiesta un po’ di pazienza e si fa appello alla responsabilità di ognuno per adottare quei comportamenti che possono contribuire a prevenire i contagi, nel rispetto delle nuove regole introdotte dal Governo Draghi.

 

La chiamata da parte della Centrale – proseguiva la nota di Apss – arriverà in ogni caso alla negativizzazione della persona, per chiudere l’isolamento e disporre i certificati di isolamento nominali ai positivi e agli eventuali contatti, con le date coincidenti con i certificati di malattia emessi dai medici di medicina generale. I certificati di isolamento necessari verranno sempre inviati, anche a posteriori, dalla Centrale Covid”.

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