Contenuto sponsorizzato
| 06 giu 2022 | 06:01

Covid, Ferro: ''A ottobre possibile forte aumento dei casi", quarta dose per tutti? "Non da scartare''. E sulle epidemie future: ''Oggi i virus si diffondono più rapidamente''

In ottobre è previsto un nuovo aumento di contagi Covid. Ne è convinto anche il direttore dell'Apss e presidente della Società Italiana di Igiene, Antonio Ferro che spiega: "Dipenderà molto dalle nuove varianti e dall’eventuale nuova vaccinazione". Sulle possibili epidemie future: "E' cambiata la velocità di replicazione dei virus dovuta ai viaggi, alle movimentazioni che sono molto più rapide"

Covid, Ferro: A ottobre possibile forte aumento dei casi, quarta dose per tutti?

TRENTO. Il Covid non è sparito e in autunno per molti è ormai una certezza un’altra forte ondata di contagi. Ne è  convinto anche il direttore dell’Apss e presidente della Società Italiana di Igiene, Antonio Ferro, anche se al momento non si possono fare previsioni precise.

 

Molto dipenderà dalle variante nuove che arriveranno dal virus, dai comportamenti che avrà la popolazione e anche dagli sviluppi della scienza nella realizzazione di un nuovo vaccino capace di affrontare i cambiamenti del virus. 

 

La quarta dose non è un’ipotesi da scartare” spiega Ferro a ilDolomiti sottolineando come occorra mantenere alta l’attenzione pur essendo diminuiti di di molto in questi mesi i contagi. 

 

Direttore Ferro in Trentino troviamo un centinaio di positivi al giorno e anche la situazione in ospedale è di molto migliorata. Stiamo uscendo da questo incubo? Che mesi ci dobbiamo aspettare?
E' successa la stessa cosa alla fine del maggio dello scorso anno ovvero che c'è un abbassamento importante dei numeri di casi. Dobbiamo considerare che abbiamo molta gente vaccinata e questo ha impedito che si riempissero i posti letto e le rianimazioni in ospedale anche se abbiamo sempre avuto un certo numero di casi. Io, però, mi aspetto un aumento importante dei numeri di casi in ottobre. Dipenderà molto dalle nuove varianti e dall’eventuale nuova vaccinazione con un vaccino che copra di più verso le nuove variazioni del virus. 

 

Quindi dobbiamo prepararci ad una quarta dose per tutti?
Si, c'è una ipotesi. Ovvio che bisogna controllare la situazione epidemiologica, controllare i ceppi che ci sono di variante però non è una ipotesi da scartare. 

 

Nelle scorse ore il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli ha spiegato che è improbabile un lockdown in autunno. Condivide?
Si, condivido. Abbiamo comunque una popolazione vaccinata e la storia naturale del virus, se vediamo quello che è successo anche nelle esperienze precedenti, mostra come perda con il passare del tempo potenza. Diventa più contagioso ma meno patologico. Questo fa pensare che lo stress a cui dovrebbe essere messa la sanità dovrebbe essere minore e quindi questo vuol dire non avere altri lockdown. 

 

Si discute molto sulle mascherina e in particolare il suo utilizzo per gli studenti. 
Ormai mancano pochi giorni alla fine della scuola e non è il caso di prendere posizione. Comunque ora non è possibile che le Regioni vadano in ordine sparso. Non è possibile fare ordinanze, bisogna attenersi alle indicazioni dell'Iss. Io penso che possono anche essere lette in maniera più elastica e quindi quando i bambini sono fuori, oppure con finestre aperte, l’uso della mascherina è una misura  iper-garantista. E' anche vero che il virus sta girando e sono sempre i nipoti che li trasmettono ai nonni. Quindi bisogna stare attenti. 

 

Le alterazioni alla natura che gli esseri umani hanno messo in moto creano le condizioni perfette perché vi siano sempre maggiori contatti con diversi microorganismi. Dal punto di vista delle epidemia lei come vede il futuro? 
L'idea di One Health che tutto il mondo animale e umano siano nello stesso cerchio è un’idea che stiamo portando avanti da molto tempo come Società Italiana di Igiene assieme alla veterinaria. E' ovvio che mi aspetto varie epidemie che poi possono avere origine dagli animali come avvenuto in passato. 

Quello che però è veramente cambiato  è la velocità di replicazione dovuta ai viaggi, alle movimentazioni che sono molto più rapide. Praticamente mentre prima le epidemie avanzavano lentamente ora in poco tempo ci troviamo davanti ad un contagio globale. 

 

I due anni di pandemia hanno cambiato l’intero sistema sanitario.
Chiaramente, stiamo passando da una visione “ospedalocentrica” che sta diventando  territoriale. E' quella sanità di prossimità con cui abbiamo lavorato in questo anno e verso cui sta andando anche la riforma trentina. Per questo mi sento di rassicurare i cittadini perché stiamo lavorando nel verso giusto. 
C'è  però una carenza globale di medici e infermieri e questo è il problema numero uno. Non riusciamo a crearli dalla creta e stiamo quindi mettendo in atto progetti di attrattività. Ma è molto complicato.

 

In Trentino nei giorni scorsi abbiamo registrato il primo caso di vaiolo delle scimmie. Quanto ci dobbiamo preoccupare?
Per fortuna non è una malattia che porta alla morte. Se però dovessero aumentare i casi, con tutte le relative restrizioni che questo procurerebbe, è chiaro che potrebbe diventare un problema. E' scarsamente contagiosa e quindi io penso che una corretta informazione potrà aiutare a tenere basso il numero di casi.  

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 05 agosto | 10:54
L'intervento della polizia locale durante alcuni controlli all'interporto. Nel parcheggio dell'ex Italcementi un camper e una roulotte che vi [...]
Cronaca
| 05 agosto | 10:36
Dopo lo scoppio del grosso incendio boschivo in volo si sono alzati diversi elicotteri che hanno effettuato lanci d'acqua per contenere le fiamme, [...]
Cronaca
| 05 agosto | 08:17
Cgil, Cisl e Uil intervengono dopo la presentazione del Piano economico-industriale 2040 per il Trentino: “Contro la stagnazione e il Pil a zero [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato